Educazione all’oceano: perché è importante inserirla nei programmi scolastici

In occasione della Conferenza delle Nazioni Unite sull'oceano che si svolge a Lisbona, IOC-UNESCO organizza gli Ocean Literacy Dialogues.
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In occasione della Conferenza delle Nazioni Unite sull’oceano che si svolge a Lisbona, IOC-UNESCO organizza gli Ocean Literacy Dialogues. Una serie di eventi per ribadire la necessità di introdurre l’Ocean Literacy (Educazione all’oceano) nei programmi scolastici di tutti i Paesi. Ma anche per sottolineare come l’educazione sia fondamentale per raggiungere gli obeittivi previsti per l’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. A partire dall’obiettivo 14 (vita sott’acqua).

Fino al 1 luglio si svolge a Lisbona la Conferenza delle Nazioni Unite sull’oceano. Al centro del vertice si farà il punto anche sullo stato di implementazione dell’obiettivo 14. Questo punta a trovare soluzioni e impegni condivisi per conservare e utilizzare in modo durevole il nostro unico grande oceano.

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L’oceano che vogliamo

Saranno tanti gli incontri aperti e partecipativi organizzati dal Decennio delle scienze del mare per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (2021-2030). È questa la grande iniziativa globale coordinata dalla Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO (IOC-UNESCO).

Il Decennio ha come obiettivo quello di costruire l’oceano che vogliamo: pulito, sano e resiliente, produttivo, predicibile, sicuro e accessibile. Il tutto per arrivare a costituire una Generazione Oceano e realizzare un programma comune di ricerca e innovazione tecnologica attorno a cui mobilitare comunità scientifica, governi, settore privato e società civile.

Gli Ocean Literacy Dialogues

Si comincia il 28 giugno con gli Ocean Literacy Dialogues, una serie di eventi partecipativi per fare il punto sullo sviluppo dell’educazione all’oceano nel mondo attraverso un approccio inclusivo e olistico. Fornire opportunità concrete, nuove azioni congiunte per reimmaginare il rapporto tra uomo e oceano.

“La Conferenza sull’Oceano è un’occasione fondamentale per fare il punto sullo stato del nostro patrimonio blu e su come dobbiamo prendercene cura. In particolare, attraverso i nostri dialoghi sull’Ocean Literacy, vogliamo sottolineare la forte connessione tra l’Obiettivo 14 (Vita sott’acqua) e l’Obiettivo 4 (Istruzione di qualità), ovvero fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti. Questo perché siamo convinti che l’educazione sia la chiave di volta per poter raggiungere, uno alla volta, tutti gli obiettivi per il 2030”. Così parla Francesca Santoro, specialista di programma per la commissione oceanografica intergovernativa dell’Unesco.

L’importanza di una educazione all’oceano

“Come IOC-UNESCO stiamo quindi realizzando partnership a livello globale per portare l’oceano nelle classi di ogni grado e realizzando strumenti come “A new blue curriculum: toolkit for policymakers”. Questo è pensato per offrire a decisori politici e autorità educative strumenti, ricerche, casi di studio e metodologie per inserire nei programmi scolastici l’Ocean Literacy, fondamentale per diffondere l’ABC della conoscenza del mare”.

Foto: Shutterstock