Giornata Mondiale della desertificazione: le soluzioni delle startup italiane

La dispersione idrica è uno dei temi più scottanti del nostro millennio: dalla Sicilia arrivano buone idee per aiutare l'agricoltura
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Giornata Mondiale della desertificazione: le soluzioni delle startup italiane

Il 17 giugno viene celebrata la Giornata Mondiale della desertificazione, un reminder di importanza vitale per la salute del pianeta e per sensibilizzare su una delle risorse più preziose e limitate del nostro mondo, l’acqua.

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Istituita nel 1994 dalla Nazioni Unite, la Giornata Mondiale della desertificazione riguarda da vicino anche il nostro paese: la dispersione idrica è uno dei temi più scottanti, soprattutto in alcune regioni del sud Italia, dove comporta danni considerevoli all’agricoltura. In aggiunta ad una situazione già preoccupante ci sono i cambiamenti climatici, con aumento della temperatura e rischio di trasformare nei decenni a venire alcune zone del nostro paese in veri e propri piccoli deserti.

Dalla Sicilia, grazie ad una call for startup incentrata proprio sul risparmio idrico (qui il progetto, sponsorizzato da Finish), arrivano però tante buone idee per aiutare l’agricoltura e salvare le eccellenze del territorio, in particolare il limone dell’Etna.

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La call è stata vinta da Smartisland, startup di Niscemi (fonte Corriere Innovazione): l’idea di basa su un sistema robotizzato in grado di determinare con esattezza la necessità idrica delle piante, in modo da evitare dispersioni e da massimizzare la produzione. Smartisland aveva già sviluppato un sistema smart per l’agricoltura, con una piattaforma a cui l’agricoltore può accedere ed avere il completo monitoraggio della situazione nei propri campi in qualsiasi momento.

Al secondo e al terzo posto sono giunte rispettivamente le società Growa e Saba Technology: la prima, startup svizzera, ha sviluppato un sistema di agricoltura di precisione che analizza il singolo bisogno della pianta e provvede, con sistemi automatizzati, ad ogni esigenza. La seconda, siciliana di Campobello di Mazara, ha invece lavorato su una tecnologia chiamata  Easy Drop che permette di recuperare acqua per le irrigazioni dall’umidità dell’aria.