Pesticidi su frutta e verdura: ecco le più contaminate

L'EWG ha reso nota la "sporca dozzina" dei cibi più contaminati da pesticidi
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Pesticidi su frutta e verdura: ecco le più contaminate

Dobbiamo arrenderci: è davvero difficile essere sicuri della bontà di quel che portiamo in tavola. Ogni giorno escono studi, più o meno scientifici, che ci ammazzano l’entusiasmo circa qualsiasi cosa che mangiamo: le frodi ittiche, i cibi con gli additivi, e ovviamente i pesticidi su frutta e verdura.

L’EWG, il gruppo di lavoro sull’ambiente americano, ha classificato i livelli di residui di pesticidi su frutta e verdura sulla base di campioni prelevati dal Dipartimento dell’Agricoltura statunitense e dalla Food and Drug Administration. Il risultato è sconfortante: quasi il 70% dei prodotti freschi non biologici venduti negli Stati Uniti contiene residui di pesticidi potenzialmente dannosi.

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Per il 17esimo anno consecutivo l’Environmental Working Group analizza e pubblica i risultati di uno studio che considera 50 diverse tipologie di frutta e verdura per valutare la presenza di pesticidi potenzialmente pericolosi che portiamo sulle nostre tavole.

Ogni anno ne esce una “sporca dozzina” di alimenti purtroppo ricchi di sostanze chimiche. Anche quest’anno fragole e spinaci si confermano rispettivamente la frutta e la verdura più contaminate. Al terzo posto cavoli e cime di rapa. A chiudere la top 10 sono peperoncini e peperoni, che contengono livelli preoccupanti di acefato e clorpirifos, insetticidi organofosfati che possono danneggiare il cervello in via di sviluppo dei bambini, tanto che ne è vietato l’uso su alcune colture negli Stati Uniti e interamente nell’Unione europea.

Ma quali altre sostanze sono state trovate nei cibi analizzati? L’imazalil ad esempio. Si tratta di un fungicida in grado di modificare i livelli ormonali e classificato come probabile cancerogeno per l’uomo. Ebbene, questo è stato rilevato su quasi il 90% dei campioni di agrumi testati da EWG nel 2020 e in oltre il 95% dei campioni di mandarino testati dall’USDA nel 2019.

Non manca il DCPA, venduto con il marchio Dacthal, classificato dall’EPA (Agenzia per la protezione dell’ambiente) come possibile cancerogeno per l’uomo e bandito nel 2009 dall’Unione Europea. Altri pesticidi riscontrati sono i neonicotinoidi e i piretroidi, potenzialmente neurotossici.