Parkinson: attenzione se hai queste difficoltà, possono essere sintomi precoci

In occasione della ‘Brain Week’, gli esperti propongono iniziative e incontri di approfondimento sulle malattie neurologiche.
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L’edizione 2022 della ‘Brain Week’ è dedicata alle malattie neurologiche che possono presentarsi lungo l’intero arco della vita e, fra queste, c’è il Parkinson. Sono vari i fattori che entrano in gioco in questo caso, dalla genetica all’ambiente comprese le abitudini alimentari. Il Parkinson è la malattia degenerativa più diffusa in Italia dopo l’Alzheimer e coinvolge circa 500mila persone.

La sua comparsa avviene generalmente tra i 58 e i 60 anni ma ci sono anche situazioni di Parkinson precoce (detto giovanile). O, al contrario, forme che si manifestano anche dopo gli 80 anni. Intercettare e riconoscere i sintomi della malattia è fondamentale per poter intervenire in modo corretto e mirato. Per esempio, ci sono sintomatologie che possono presentarsi anche anni prima della manifestazione della patologia conclamata.

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Se, infatti, i sintomi principali del Parkinson sono tre – bradicinesia, tremori e rigidità – ci possono essere ‘segni premonitori’ fino a sei anni prima. Dalle colonne di corriere.it, si legge come la degenerazione della capacità di compiere normali attività quotidiane sia un campanello d’allarme. Per esempio, le prime difficoltà nello svolgere un compito specifico, motorio e cognitivo, come spostarsi si rivelano anche sei anni prima.

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Tra i sei e cinque anni, poi, si aggiungono le prime difficoltà di movimento e i primi tremori che degenerano nei tre anni successivi. Fino a rendere difficili attività semplici come mangiare.  Fra i sintomi più tardivi ci sono, invece, rigidità, modifiche nella postura, alterazioni cognitive e stati ansioso-depressivi. Di fronte, quindi, all’evoluzione del Parkinson ogni minima variazione che si noti nel compiere attività quotidiane deve essere valutata con il proprio medico.

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