Gli assistenti virtuali ci ascoltano?

Siri, Alexa e Google Assistant sono davvero in grado di ascoltare le nostre conversazioni? La risposta è sì, ma ci si può tutelare.
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Siri, Alexa e Google Assistant, i più famosi assistenti virtuali oggi in commercio, sono diventati, ormai, membri onorari delle nostre case. Basta un semplice comando vocale, infatti, per azionarli e farci assistere nelle più varie attività. La domanda viene da sé: “Riescono, quindi, ad ascoltare tutto quello che diciamo tra le quattro mura?“. La risposta è sì.

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Gli assistenti virtuali, infatti, si basano su “wake words”, parole specifiche in grado di attivarli al comando: “Ehi, Siri“, “Alexa!“, “Ok, Google“. Si tratta di espressioni comunemente usate anche nelle nostre conversazioni quotidiane e che potrebbero risvegliare i dispositivi nei momenti meno opportuni. In pochi sanno, infatti, che dietro di loro ci sono essere umani in carne e ossa che, al fine di migliorare i servizi, ascoltano a campione le registrazioni degli utenti.

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A seguito di lamentele, però, qualcosa sta cambiando. Siri e Alexa hanno introdotto delle procedure in difesa della privacy, attraverso le quali limitare l’ascolto di terzi delle nostre conversazioni.

Per Siri bisognerà andare in “Impostazioni”, “Privacy” e “Analisi e Miglioramenti”. Togli, quindi, la spunta alla voce “Migliora Siri e Dettatura”. Per Alexa, invece, si dovrà cliccare su “Privacy” e abilitare “Elimina automaticamente le registrazioni”. Se vuoi cancellare totalmente la cronologia, invece, vai su “Gestisci cronologia” e disabilita “Usa le registrazioni per migliorare i Servizi” e “Utilizza i messaggi per migliorare le trascrizioni”.