Novelfood, ora si può ottenere farina dagli insetti alimentati con scarti agricoli

L'ultima frontiera dell'economia circolare prevede l'utilizzo di farine nutraceutiche realizzate con insetti, allevati a loro volta con gli scarti della produzione agricola
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Novelfood, ora si può ottenere farina dagli insetti alimentati con scarti agricoli

La “Tarma della farina“, nome scientifico Tenebrio molitor, potrebbe essere la chiave di volta nel futuro dell’alimentazione, soprattutto di quella inserita in un circolo virtuoso di economia circolare: nel Centro Ricerche ENEA della Trisaia (Matera) infatti, sperimentando sui novelfood, si è riusciti ad allevare queste tarme della farina nutrendole con scarti alimentari e cerealicoli e ricavandone farine proteiche utili per la produzione di mangimi animali ma anche di prodotti per alimentazione umana.

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Novelfood, cosa sono

I novelfood, quindi gli alimenti nuovi rispetto a quelli tradizionalmente intesi nel Regolamento CE 258 del 1997, sono prodotti e ingredienti alimentari con una struttura molecolare primaria nuova o modificata, oppure costituiti da microrganismi, funghi o alghe, oppure ancora sottoposti ad un nuovo processo di produzione. E’ importante la ricerca in questo campo perchè offre delle alternative alla coltivazione intensiva di grano e promette di ottenere un prodotto finale ottimale dal punto di vista nutritivo, come appunto le farine ottenute dagli insetti.

L’allevamento di insetti con sottoprodotti dell’industria agroalimentare risponde pienamente ai principi dell’economia circolare: partendo quindi dalla crusca – l’alimento principale del Tenebrio molitor – siamo riusciti ad ottenere nuovi prodotti dal maggior valore aggiunto”, evidenzia l’entomologo ENEA Ferdinando Baldacchino.

Tenebrio molitor, alimento “circolare”

Utilizzato tradizionalmente anche come cibo per rettili ed anfibi, il Tenebrio molitor è un coleottero da cui è possibile ricavare anche mangime per l’itticoltura, in sostituzione delle farine di pesce e di soia, ma anche prodotti meno noti come la componente grassa e la chitina, uno dei più abbondanti biopolimeri presenti in natura.

L’idoneità dei sottoprodotti e delle diete formulate è valutata attraverso parametri di efficienza, quali i tempi di accrescimento e l’incremento ponderale delle larve, ma anche l’influenza sulle performance riproduttive degli adulti. “Tali elementi incidono fortemente sulla sostenibilità, anche economica, di un allevamento d’insetti e quindi sul costo dei prodotti finali”, conclude Baldacchino.

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