“Io, plastica”, il cortometraggio che sensibilizza sul tema della microplastica

La volontà di sensibilizzare sul tema della microplastica è al centro del cortometraggio “Io, plastica” di Gualtiero Serafini
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La plastica è una minaccia per il Pianeta. La volontà di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della microplastica è al centro del cortometraggio “Io, plastica” di Gualtiero Serafini, presentato l’8 ottobre presso Spazio Scena di Roma. Un progetto in collaborazione con WAIDY WOW, app sviluppata all’interno del gruppo Acea dedicata alla community che ama l’acqua e l’ambiente.

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Microplastica, un problema reale

La produzione mondiale di plastica negli ultimi 20 anni è raddoppiata. Lo stesso vale per i rifiuti che solo in parte vengono riciclati. Secondo il report Global Plastics Outlook, curato dell’Ocse, solo il 9% della plastica si riutilizza, il 19% incenerito, il 50% finisce nelle discariche controllate. Il restante 22% viene abbandonato in discariche a cielo aperto o disperso nei corsi d’acqua, causando così la diffusione della microplastica. Una volta in mare la fauna ingerisce queste sostanze che così arrivano fino alle nostre tavole. Un circolo vizioso da interrompere con l’informazione e la consapevolezza.

Che futuro ci aspetta?

Quale sarà il futuro se non fermiamo questo processo? La microplastica è nei pesci che mangiamo, nell’acqua che beviamo. Come saranno i figli di domani, in un mondo di plastica? Queste le domande sollevate dal cortometraggio-denuncia. L’obiettivo è sensibilizzare ad un uso consapevole delle plastiche, altrimenti quello che ci aspetta è un futuro distopico, secondo l’autore, dove gli esseri umani non sono più fatti in carne ed ossa ma letteralmente di plastica.

Patrizia Spisso – Co-founder del progetto Waidy – ha spiegato come Waidy WOW “possa contribuire a mitigare la visione negativa del futuro che ci mostra il cortometraggio ed essere un valore aggiunto per la comunità in quanto strumento di informazione e di engagement, efficace, nel veicolare messaggi volti a incoraggiare comportamenti più virtuosi, e attuare il cambiamento culturale per ridurre l’impatto ambientale”.

Foto: Ufficio Stampa Press Bartoli