Il colosso di Mark Zuckerberg ha capito che deve diventare più sicuro e affidabile per riconquistare la fiducia degli utenti: e per farlo punta tutto su una realtà emergente nel campo dell’NLP

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Facebook punta su una start up per combattere le fake news: il colosso di Zuckerberg starebbe per acquisire Bloomsbury AI, londinese, una start up che ha sviluppato una tecnologia di elaborazione del linguaggio naturale che permette alle macchine di rispondere in modo più efficace alle informazioni che raccolgono.

Un passo importante per l’azienda, finita nel mirino durante le ultime elezioni presidenziali americane: gli utenti sono un po’ meno fiduciosi verso il padre di tutti i social e quindi si corre ai ripari cercando di renderlo più sicuro, più trasparente, più affidabile.

Fake news, come difenderci
Non è semplice, perchè le fake news viaggiano con la velocità del pensiero e trovano sempre nuovi sistemi per aggirare chi le combatte: finita la stagione del semplice click baiting, la battaglia si porta avanti a colpi di “intelligenze”, quella artificiale contro quella umana (o quel che ne resta).

Facebook avrebbe messo gli occhi in particolare su Sebastian Riedel, uno dei massimi esperti di NLP (linguaggio naturale), fondatore di Bloomsbury AI ma anche di Factmata, altra start up che si occupa di sicurezza dei brand (altro tasto dolente per Facebook).

30 milioni di dollari, fra contanti e azioni, è quanto Zuckerberg è disposto a sborsare per Bloomsbury: di questi 17 finirebbero direttamente all’azienda (i restanti agli investitori), emersa dall’incubatore Entrepreneur First e sostenuta anche -non a caso- da William Tunstall-Pedoe, sviluppatore di Alexa, l’assistente digitale basata sull’intelligenza artificiale di Amazon.

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