Piede piatto, si può curare?

Che cos'è la condizione del piede piatto? E come si può curare? Ecco le risposte
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Il piede piatto solitamente è una condizione che riguarda i più piccoli, tra i 10 mesi e i 3-4 anni e inizia a correggersi verso i 6-7 anni. In alcuni casi potrebbe durare ben oltre l’infanzia e rappresentare un disturbo per l’adulto, con la potenziale insorgenza di patologie a carico di caviglie e ginocchia.

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Che cos’è il piede piatto

Innanzitutto che cos’è il piede piatto? È una condizione fisiologica dei bambini molto piccoli, che abitualmente si corregge naturalmente dal punto di vista morfologico e funzionale in fase di crescita. Il piede, infatti, subisce modifiche fino a circa i 14 anni d’età. Il piede piatto è caratterizzato da una riduzione dell’arco plantare interno, associato alla valgo-pronazione del calcagno, che risulta, invece, più esposto verso l’esterno.

Come riporta Humanitas.it il piede piatto può essere flessibile o rigido. Il primo caso è la condizione più comune. Prevede dei legamenti rilassati ed elastici, che consentono la formazione dell’arco plantare in determinate posizioni. In genere è una condizione asintomatica, ma non sempre.

Nel secondo caso è assente l’elasticità dei legamenti e il piede mantiene l’arco plantare piatto a prescindere dalla posizione assunta dal bambino. Si tratta di una condizione spesso determinata da alterazioni ossee congenite. La più comune è la sinostosi, che si verifica quando due ossa o due parti di osso si saldano.

Come si cura

Il principale trattamento utilizzato per il piede piatto è l’uso di plantari ortopedici. Questi correggono la postura del bambino mantenendo sollevato l’arco plantare, con benefici sul cammino.
Se il bambino presenta in associazione al piede piatto anche un accorciamento del tendine di Achille, si consiglia l’utilizzo di solette rigide. Esse impediscono che le dita del piede si flettano e, di conseguenza, consentono di allungare anche il tendine durante il cammino. L’utilizzo di questi dispositivi può, in determinati casi, essere affiancato anche da un percorso di fisioterapia.

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