Nucleare di quarta generazione: speranze e fake news nel dibattito italiano

Nucleare di quarta generazione. Alcuni politici e imprenditori stanno promuovendo un ritorno del nucleare in Italia davanti all‘aumento del costo dell’energia elettrica e del gas. Questo perché c’è chi lo considera uno strumento più sostenibile e meno costoso per favorire la transizione ecologica rispetto ad altre fonti di energia. Ma è davvero così?

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Che cos’è il nucleare di quarta generazione

Innanzitutto l’etichetta “nucleare di quarta generazione”, come ricorda Repubblica.it, è nata nel 2001 negli Stati Uniti e viene dal Generation IV international forum. L’obiettivo di questo programma di ricerca è quello di studiare e progettare sistemi innovativi per la generazione di energia nucleare. Oggi la gran parte dei reattori operativi a livello mondiale appartiene ancora alla “seconda generazione”, basata su tecnologie sviluppate verso la fine degli anni Settanta. Le tecnologie più avanzate sono invece quelle di “terza generazione”.

È davvero più sostenibile?

Nel dibattito sul nucleare di quarta generazione uno dei punti più discussi riguarda la sostenibilità ambientale. C’è chi dice che non produce scorie ed è del tutto pulito. Nicola Forgione, docente di Impianti nucleari presso l’Università di Pisa, fa invece sapere che i rifiuti radioattivi saranno ridotti e meno tossici ma non nulli.

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Le tempistiche del nucleare di quarta generazione

Altro punto cruciale del dibattito riguarda le tempistiche necessarie per la realizzazione degli impianti di “quarta generazione”. Alcuni politici parlano di una decina d’anni. Gianfranco Caruso, docente nel dipartimento di Ingegneria astronautica, elettrica ed energetica all’Università Sapienza di Roma, risponde: “Di fatto, per la quarta generazione non esistono ancora reattori commerciali. La previsione è che entro il 2030 i reattori dimostrativi ci avranno dato le risposte necessarie e potremo quindi partire con i reattori commerciali”.

I costi

E i costi? Politici e industriali promotori del nucleare di quarta generazione sostengono che esso costi meno rispetto ad altre fonti di energia. Ma anche qui non c’è uniformità di pensiero. Secondo Forgione, ad oggi il principale ostacolo alla costruzione di centrali nucleari sono gli ingenti investimenti richiesti nelle fasi iniziali. Trascorsa questa fase “le spese potranno essere recuperate dopo 10-15 anni di esercizio, quando i costi principali saranno quelli per il combustibile e la manutenzione […]”.

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