Sonno REM, il cervello lo usa per “pulirsi”

Uno studio giapponese conferma che la fase REM è unica e insostituibile per il benessere del nostro cervello: ci aiuta a prevenire anche le malattie degenerative
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La fase REM del sonno è quella più importante per la salute del nostro cervello: scoperta già nel 1953 da Eugene Aserinsky e Nathaniel Kleitman, è caratterizzata da rapidi movimenti oculari e da un’intesa attività cerebrale.

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Il cervello in questa fase produce i sogni, ma non solo: secondo un recente studio condotto all’Università di Tsukuba, il cervello utilizza la fase REM per “pulirsi”, quindi per rimuovere i rifiuti dai tessuti cerebrali e ottimizzare le sue prestazioni. Il cervello infatti, a differenza di altri organi, non ha una struttura che provveda a pulirlo dai suoi scarti, ma un differente meccanismo che passa attraverso un sistema chiamato glinfatico e che si riconnette a quello linfatico nelle meningi: secondo uno studio della neuroscienziata Maiken Nedergaard dell’università di Rochester negli Stati Uniti, ci viene sonno proprio perchè abbiamo bisogno di “pulire” il cervello e per farlo il corpo deve stare a riposo.

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Dallo studio giapponese arriva una conferma sull’importanza e l’unicità della fase REM: “Siamo rimasti sorpresi dai risultati. C’era un flusso massiccio di globuli rossi attraverso i capillari cerebrali durante il sonno REM, ma nessuna differenza tra il sonno non-REM e lo stato di veglia. Questo dimostra che il sonno REM è uno stato unico“, ha dichiarato il professor Yu Hayashi.

Il fatto che la fase REM del sonno sia probabilmente una sorta di detox per il nostro cervello è importante anche nella comprensione -e soprattutto nella prevenzione- di alcune malattie neurodegenerative come la sindrome di Alzheimer.