Il settore immobiliare resiste alla pandemia grazie al digitale. Intervista a Daniele Scatassi

Smartphone e dispositivi hi-tech disegnano, dunque, un nuovo modo di fare impresa dell'immobile. Digitale e social sono ancora una volta le parole chiave.
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La pandemia da coronavirus, oltre alla sanità, ha messo in crisi l’economia del nostro Paese. Sono moltissime le saracinesche che sono rimaste abbassate dall’inizio dell’epidemia a oggi. Come ha reagito il settore immobiliare durante il lockdown? Già, perché il Covid-19, costringendo alla quarantena forzata, ha interrotto tantissime attività che prevedevano inevitabilmente il “contatto” tra le persone e le cose.

Ancora una volta digitale e social sono le parole chiave. Lo conferma Daniele Scatassi, 36 anni, imprenditore, agente immobiliare del Gruppo Tecnocasa e amministratore unico della Building Production. La sua azienda “smart” è riuscita a non piegarsi alla serrata generale.

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“Nonostante questo periodo, siamo riusciti a mandare avanti le nostre aziende. E questo grazie a uno strumento che in molti hanno sottovalutato, i social network. Una nuova socialità con cui le passate generazioni non hanno potuto interfacciarsi, un nuovo modo di comunicare, di relazionarsi, di pensare e declinare i rapporti lavorativi” – ha spiegato Scatassi.

Smartphone e dispositivi hi-tech disegnano, dunque, un nuovo modo di fare impresa dell’immobile. “È ormai nostro dovere adeguarci e imparare il prima possibile, senza mai dimenticare la presenza fisica sul territorio, tra le persone. Il nostro valore aggiunto, il nostro ‘fare zona’. Quello a cui miriamo è la sinergia tra fisico e virtuale, che risulta vincente sia nel breve che nel lungo termine” – ha aggiunto.

Settore immobiliare ai tempi del coronavirus: cambia l’approccio col cliente

Il Coronavirus ha per forza di cose trasformato il mercato del lavoro. Portando inevitabilmente moltissime aziende ad adattarsi alle nuove misure anti-contagio. Trasformando, in alcuni casi, il proprio modus operandi.

Parlando del settore immobiliare, come è cambiato il rapporto con il cliente durante il lockdown?

“È diventato forzatamente più “tecnologico”: abbiamo avuto la possibilità di mettere in campo tutti gli strumenti digitali offerti dal Gruppo Tecnocasa, mantenendo il dialogo iniziato con i vecchi acquirenti. Ma anche entrando in contatto con nuovi potenziali clienti. In qualche modo dobbiamo continuare a ‘entrare’ nelle case”.

E come?

“Grazie a programmi come la Live-Chat e la Bot, whuis.com, le campagne marketing. Non solo. I social, tutti i Siti Agenzia, i portali tecnocasa.it, tecnorete.it e quelli partner come wikicasa.it, immobiliare.it, casa.it e bakeca.it. Qui pubblichiamo gli immobili raccogliendo richieste e notizie. Per esempio la live-chat TocToc risulta di immediato utilizzo sia per le agenzie sia per gli utenti, che per comunicare non devono scaricare alcun programma, ma semplicemente navigare sulla pagina di interesse e avviare la chat con l’agenzia, sia da computer sia da smartphone”.

Secondo lei cambieranno i criteri di scelta di una casa?

“I nostri esperti affermano che si potrebbero riscontrare dei cambiamenti sulle caratteristiche della casa – spazi esterni, luminosità – anche se è più probabile che il fenomeno si manifesti in chi vorrà acquistare la casa o su chi sa di dover vivere per un lungo periodo in affitto”.

Gli strumenti per fronteggiare la pandemia

Ha parlato di social network. Come questo strumento può aiutare in questo campo?

“Proprio attraverso le nuove tecnologie, stiamo cercando di aumentare la fruizione della risorsa più importante che abbiamo: il tempo. Dobbiamo avere la possibilità di intercettare e anticipare quel cliente che è alla ricerca di una delle nostre proposte ancor prima di entrare in contatto con lui, per poi poterlo assistere nel miglior modo possibile. Per questo e tanti altri motivi l’ingresso dei social nella nostra quotidianità ha richiesto un maggiore impegno: consolidare la nostra presenza in rete e lavorare sodo anche al di là del canonico orario di lavoro”.

Tra i tanti strumenti innovativi adottati in questo periodo di lockdown, ce ne è uno in particolare: il virtual tour. Questo ha permesso ad aziende come quella di Daniele di non fermarsi. Di che cosa stiamo parlando?

“Sul nostro portale possiamo corredare gli annunci sia con foto statiche, virtual tour e piantine dinamiche. Si può visitare la casa e camminare al suo interno senza entrarci fisicamente, e questo anche grazie al servizio “prima visita”, messo a disposizione dal portale casa.it, che consente una vera e propria visita interattiva da remoto, guidata dal nostro agente in contatto telefonico con il cliente”.

Settore immobiliare e pandemia: più colpite le locazioni turistiche

Ma il settore immobiliare non è certamente immune al Covid-19. Secondo l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ci sarà un rallentamento delle compravendite e un ritocco del prezzo degli immobili. Secondo Scatassi “sarà da vedere in che modo reagiranno imprese e famiglie, e in questa partita un ruolo di primo ordine lo avranno gli istituti di credito, con il loro atteggiamento verso l’erogazione del credito nella fase post pandemica. Ovviamente, ciò che non possiamo prevedere è la durata dell’emergenza”.

Quali sono gli immobili che risentiranno di più di questa crisi?

“Gli effetti immediati della pandemia hanno riguardato soprattutto le locazioni brevi strettamente legate al settore turistico. Molti proprietari hanno ricevuto disdette e si sono ritrovati con gli appartamenti vuoti. In alcune città ad alta attrattiva turistica potrebbe accadere che alcuni immobili, magari quelli non situati nelle zone più centrali, siano spostati sul settore residenziale, andando ad aumentare l’offerta di questo tipo. Se questo dovesse avvenire si potrebbe registrare un calmieramento dei canoni residenziali, in precedenza cresciuti a causa di una più bassa offerta”.

E per quanto riguarda il comparto residenziale?

“La ricerca di case in affitto prosegue anche in questi giorni. Ci potrebbero essere cambiamenti nella percentuale di chi affitta per motivi di lavoro, alla luce delle stime fatte sulla riduzione dell’occupazione, e anche di chi sceglie di stare in affitto perché potrebbe rimandare la scelta dell’acquisto – e prolungare la locazione – per motivi sempre legati alle incertezze lavorative”.

Qual è la sua visione del prossimo futuro?

“Sarà dura ma ne usciremo, e dovremo rendere tutto più bello di prima. Il nostro presidente e fondatore Dott. Oreste Pasquali ci ha chiesto di ‘non mettere in quarantena la fiducia’. Ce la stiamo mettendo tutta. Dopo un periodo difficile, c’è sempre un periodo migliore”.

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