In Australia arriva un mini satellite anti-incendi per rilevare le zone a rischio

Si tratta del frutto del lavoro di scienziati dell'Australian National University di Canberra. Gli esperti si sono messi all'opera in seguito ai numerosi incendi che hanno devastato il continente australiano
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In Australia arriva un mini satellite anti-incendi per rilevare le zone a rischio

In soccorso dell’Australia arriva un mini satellite anti-incendi, il primo al mondo in grado di rilevare le zone più a rischio. Ha le dimensioni di una scatola di scarpe e sarà capace di individuare le foreste più vulnerabili.

Si tratta del frutto del lavoro di scienziati dell’Australian National University di Canberra. Gli esperti si sono messi all’opera in seguito ai numerosi incendi che hanno devastato il continente australiano, causando 30 morti e distruggendo migliaia di abitazioni.

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A farne le spese soprattutto gli animali: bruciando circa 8,4 milioni di ettari, potrebbero aver perso la vita oltre un miliardo.

Mini satellite anti-incendi: il primo lancio dovrebbe avvenire tra circa 5 anni.

Il mini satellite anti-incendi monitorerà la copertura boschiva del terreno e i livelli di umidità. Come? Grazie a rilevatori a raggi infrarossi. Questo consentirà una raccolta maggiore di informazioni che permetteranno di determinare dove sia maggiore il rischio di incendi. E soprattutto dove sia più complicato contenerli.

“La tecnologia sarà specificamente calibrata per individuare cambiamenti nelle piante e negli alberi come gli eucalipti, che sono altamente infiammabili” – ha scritto sul sito dell’università Marta Yebra, la responsabile del progetto specializzata nel rilevamento a distanza delle proprietà biofisiche della vegetazione.

L’università collaborerà con il settore privato per lanciare il nuovo satellite in un’orbita terrestre bassa. Lo scopo è di condividere i dati con le strutture anti-incendio e dei vigili del fuoco. Il primo lancio dovrebbe avvenire tra circa 5 anni.

“Questa tecnologia a infrarossi e i dati che si possono raccogliere, potranno consentire il ricorso a focolai mirati e controllati che potranno ridurre in seguito la frequenza e la gravità degli incendi, oltre al loro impatto di lungo termine sulla popolazione, l’ambiente e l’economia” – si legge ancora.

progetto ReBUS