Moradyn, il progetto circular economy: nutrienti da scarti agro-alimentari

Un'idea nata nel 2016 da FlaNat Research Italia con lo scopo di produrre alimenti funzionali e integratori alimentari utilizzando ingredienti da prodotti di scarto. Un passo importantissimo a sostegno dell'economia circolare, grazie alla più moderna nutraceutica. Ecco cos'è Moradyn
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Moradyn, il progetto circular economy: nutrienti da scarti agro-alimentari

Moradyn è un’idea nata nel 2016 da FlaNat Research Italia con lo scopo di produrre alimenti funzionali e integratori alimentari utilizzando ingredienti da prodotti di scarto. Un passo importantissimo a sostegno dell’economia circolare, grazie alla più moderna nutraceutica (che indica i concetti di ‘nutrizione’ e ‘farmaceutica’).

Ed è proprio attraverso le nuove tecnologie per estrarre i principi attivi dagli scarti agro-alimentari che si può ottenere rese di estrazione sempre maggiori anche senza utilizzare solventi organici, che sono tossici per la salute e per l’ambiente. Per esempio l’estrazione a ultrasuoni, a microonde, in fase supercritica, in campo elettrico pulsato o mediante l’uso di enzimi o microrganismi.

Moradyn: una nuova varietà di mais grazie all’ibridazione

Moradyn, oltre a essere il nome del progetto, è anche quello di una nuova varietà di mais, prodotta con la supervisione del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Milano, grazie alla tecnica di ibridazione classica.

Questa procedura implica l’impollinazione tra due specie parentali senza mutare il corredo genetico originale del mais. La coltivazione è avvenuta in Lombardia, così come il raccolto e l’estrazione del principio attivo. Ne è uscito un prodotto made in Italy al 100% e GMO free, ricco di antocianine concentrate soprattutto nel tutolo (la parte della spiga del mais dove sono fissate le cariossidi) che solitamente viene scartato.

Il tutolo viene pretrattato per demolire le barriere naturali che crea la lignina e la cellulosa presenti in grandi quantità: questo consente di ottenere un estratto con più concentrazione di composti attivi anche mediante una tecnologia proprietaria di estrazione ad acqua che sfrutta un campo elettrico a basso voltaggio.

Attualmente la caratterizzazione chimica e lo studio sull’efficacia dell’estratto su differenti linee cellulari devono essere finalizzate, anche in base a un nuovo sistema dinamico in vitro che può simulare la modalità in vivo. Tutto questo sarà possibile grazie alla collaborazione del Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università degli Studi di Pavia.

ICESP

 

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