Secondo un recente studio americano, nel caffè in capsule si nasconderebbero gli onnipresenti interferenti endocrini

Il caffè in capsule, o istantaneo, ha preso rapidamente piede nelle nostre case, grazie alla velocità con la quale si ottiene un caffè buono e cremoso come quello del bar: i costi sempre più contenuti e la grande scelta di marchi che ormai si trova al supermercato hanno reso il caffè in capsula un concorrente sempre più importante della classica moka.

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Da tempo però sappiamo anche che le cialde del caffè non sono certo amiche dell’ambiente: composte di plastica e/o alluminio, sono difficili da differenziare e finiscono quasi sempre nel rifiuto indifferenziato e quindi in discarica, anche se va segnalato che alcuni marchi hanno creato cialde compostabili che possono essere smaltite nell’umido (come il caffè in cialda, contenuto nel tessuto, in questo senso molto più ecofriendly).

Secondo alcuni studi il caffè in capsula non è salutare nemmeno per l’essere umano, a causa di alcuni componenti ritenuti cancerogeni che si sviluppano durante la torrefazione ad alta temperatura dei chicchi: nessun allarme concreto però, perchè la quantità di queste sostanze è ampiamente al di sotto dei limiti consentiti e quindi non costituisce un reale pericolo.

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Un nuovo studio americano però punta il dito su un altro aspetto: gli interferenti endocrini che potrebbero migrare dalla plastica della capsula alla bevanda nella tazzina. Queste sostanze imitano gli estrogeni e possono modificare la risposta ormonale del corpo umano e possono essere trasferiti dalla cialda al caffè a causa dell’alta temperatura necessaria per il procedimento.

Gli interferenti endocrini sono uno dei problemi principali dell’inquinamento moderno: strettamente collegati alla plastica, sono potenzialmente ovunque intorno a noi e causano moltissimi problemi tra cui l’infertilità. L’unica soluzione per limitare la nostra esposizione a questi fattori è limitare l’uso della plastica, anche e soprattutto come involucro di ciò che mangiamo. Anche per quanto riguarda il caffè, la soluzione c’è: alcuni rivenditori vendono capsule in acciaio inossidabile, lavabili e riutilizzabili, che non producono sostanze tossiche e non si trasformano in rifiuti ingombranti.