La parola del 2017 è “femminismo”: l’ha scelta il Merriam-Webster

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Un aumento del 70% nelle ricerche e due picchi, corrispondenti alla marcia delle donne di Washington e al caso Weinstein: ecco come questo termine torna d'attualità e cambia volto
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La parola del 2017 è “femminismo”: l’ha scelta il Merriam-Webster

La parola più rappresentativa del 2017 è “femminismo“: lo sancisce il Merriam-Webster, storico dizionario americano, spiegando che è stato uno dei termini più cercati nell’intero anno, con una crescita del 70% rispetto all’anno precedente e con due picchi, corrispondenti ad altrettanti fatti di attualità.

A fine gennaio si è registrato il primo picco, quando le donne americane hanno marciato contro la discriminazione di genere dopo l’insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump. Il secondo picco risale invece al più recente scandalo molestie sessuali nel mondo del cinema, deflagrato con il caso Weinstein: le donne di tutto il mondo (Italia compresa) hanno usato l’hashtag #meToo per raccontare i casi di violenza -più o meno conclamata- di cui sono state vittime da parte di uomini di potere, che fossero registi o capo-ufficio.

In Italia il caso molestie è stato ampiamente sviscerato dalla trasmissione Le Iene: dopo la denuncia di Asia Argento, che ha aggiunto la sua esperienza a quella delle molte attrici che hanno denunciato abusi da parte del potente produttore Harvey Weinstein, nel mondo del cinema italiano si è scoperchiato il cosiddetto vaso di Pandora e diverse attrici -alcune a volto coperto, altre no- hanno raccontato violenze, molestie e abusi subite durante i provini per ottenere una parte.

25 novembre Giornata mondiale della violenza sulle donne
Nel bene o nel male, la parola “femminismo” (che sul Merriam-Webster viene definita come “Teoria di eguaglianza politica, economica e sociale tra i sessi” e “Attività organizzata in nome dei diritti e degli interessi delle donne”) ha contraddistinto l’anno che sta per finire: si tratta di un termine che sta cambiando e che si sta evolvendo, perchè è molto diverso da quello che rappresentava per le donne negli anni ’70.

Dal diritto di voto, all’aborto e al divorzio si è passati ad una lotta generica per non essere discriminate, sessualizzate, prevaricate solo in virtù del genere: è una lotta complessa contro un fenomeno più subdolo, che passa anche da gesti meno eclatanti, ma che è ben radicato nella mentalità e nel modus vivendi degli uomini ma anche delle stesse donne.

In questi ultimi giorni del 2017 fioriscono un po’ ovunque statistiche di ogni genere: altri prestigiosi dizionari, come il britannico Oxford, ci diranno quali parole sono state cercate maggiormente nel mondo anglofono e l’onnisciente Google ci ha già ricordato cosa, come e perchè abbiamo cercato sul web durante questi 12 mesi. Il “femminismo” del Merriam-Webster vogliamo però portarcelo dietro come un augurio: che da questa curiosità verso un movimento storico tanto importante possa nascere una consapevolezza per le sfide future che ci aspettano.

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