Orti urbani: l’Europa studia il modello di sviluppo capitolino

Grazie al finanziamento europeo del progetto Sidigmed, tra il 2014 e il 2016, sono stati realizzati lotti in zone verdi incolte, confiscate alla mafia o abbandonate. I cittadini insieme a comitati e associazioni locali le hanno ripulite e coltivate. Ecco perché sono importanti gli orti urbani
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Orti urbani: l’Europa studia il modello di sviluppo capitolino

Gli orti urbani nei municipi II, IV e IX, realizzati grazie al finanziamento europeo del progetto Sidigmed, sono stati presi a esempio da SpagnaLituania, che ne stanno studiando l’esperienza.

Si tratta di lotti che sono creati tra il 2014 e il 2016 in zone verdi incolte, confiscate alla mafia o abbandonate. I cittadini insieme a comitati e associazioni locali le hanno ripulite e coltivate. Come Parco Ort9 – Sergio Albani, in zona Casal Brunori, premiato anche con il Best Practice Awards 2018: oltre 100 lotti, dai 26 ai 48 metri quadrati l’uno.

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Orti urbani: si può e si deve fare di più

Il Campidoglio sta cercando di ottenere un contributo di 520mila euro per il trasferimento delle best practice orticole nei territori di Vilnius e Coruna. Si tratta del secondo step del programma Urbact, promosso dalla Cooperazione territoriale europea per uno sviluppo urbano sostenibile e integrato.

Ecco perché Roma Capitale ha organizzato due giorni di confronto presso il Dipartimento dello Sviluppo economico: grazie al progetto Rural è stato possibile entrare nel dettaglio delle cosiddette best practice, analizzando le diverse zone nel loro contesto, ma anche le azioni utili per esportare in Spagna e Lituania i percorsi di riqualificazione che hanno permesso di rilanciare i lotti inutilizzati.

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