Ue, Patriciello (Ppe): ‘Svolta storica, ora si investa al Sud’ 

“L’Europa ha dimostrato di esserci e di saper andare oltre le difficoltà. L’accordo raggiunto ieri è una svolta storica: una risposta all’altezza delle sfide che […]
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“L’Europa ha dimostrato di esserci e di saper andare oltre le difficoltà. L’accordo raggiunto ieri è una svolta storica: una risposta all’altezza delle sfide che ci attendono. Ora però tocca all’Italia farsi trovare pronta: abbiamo il dovere di investire al meglio i soldi che arriveranno da Bruxelles, a cominciare da un grande piano di rilancio del Mezzogiorno”. Commenta così Aldo Patriciello, parlamentare europeo e membro del Gruppo Ppe, l’intesa raggiunta nella notte dal Consiglio Ue sul Recovery Fund e prossimo bilancio 2021-2027. All’Italia andranno 209 miliardi di euro (82 miliardi di sussidi e 127 di prestiti), mentre la dotazione complessiva del piano per sostenere i Paesi più colpiti dall’emergenza Covid-19 è fissata a 750 miliardi di euro.  

“Alla fine ha vinto lo spirito solidale dell’Europa; ha vinto la linea che noi, come delegazione del Partito Popolare europeo, abbiamo sempre sostenuto fin dall’inizio. È un cambio di passo fondamentale: per la prima volta – dichiara Patriciello – si è scelto di condividere il debito e di seguire un percorso comune per il rilancio dell’intera Unione, nonostante le resistenze di alcuni Paesi. I 209 miliardi assegnati all’Italia – spiega l’eurodeputato azzurro – sono il frutto di questa solidarietà, ma ora serve senso di responsabilità e lungimiranza. Non possiamo permetterci di sprecare un solo euro, né tantomeno di perdere l’occasione di realizzare un grande piano di investimenti al Sud che è l’unico modo per dare spinta ad un vero e duraturo sviluppo economico del Paese”.  

“Ora che è stato raggiunto l’accordo – conclude Patriciello – mi auguro che il Governo italiano riveda la sua posizione e scelga di utilizzare anche i fondi previsti dal MES che sarebbero fondamentali per sostenere il nostro sistema sanitario nazionale le cui criticità sono emerse in maniera drammatica nei mesi scorsi. Rinunciare a 35 miliardi per mero calcolo elettorale sarebbe assurdo ed irresponsabile”. 

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