(Adnkronos) – “Se prendiamo come esempio la mini invasività, piattaforme sempre più aggiornate e efficaci ci servono per ottenere in meno tempo un risultato migliore: è anche in questo modo che si rende più sostenibile il sistema sanitario, e questo è uno dei temi del nostro congresso”. Così Marco Scatizzi, presidente di Acoi (Associazione chirurghi ospedalieri italiani), ha spiegato il senso del titolo del 40esimo congresso Acoi, in corso a Riva del Garda (Tn), dal titolo “Verso la migliore performance”, dove 1.800 chirurghi ospedalieri provenienti da tutta Italia si stanno confrontando nelle 63 sessioni scientifiche in programma.  

“La performance può crescere se c’è anche una crescita del supporto tecnologico, e quindi è necessaria una partnership con realtà che ci diano strumenti per gli interventi chirurgici per operare sempre più aggiornati ed efficienti al passo con le tecnologie. Il chirurgo assomiglia allo sportivo perché per ottenere la migliore performance deve allenarsi molto – ha sottolineato Scatizzi – quindi è necessario imparare a tenere i pesi sulle spalle e imparare a sopportarli nel modo più adeguato”.  

“Tra i chirurghi sta crescendo – ha aggiunto il presidente – la consapevolezza dell’importanza del risparmio energetico così come della tutela dell’ambiente, anche grazie all’impegno di aziende che ci danno strumenti sempre più adatti per ottenere risultati”.  

“Una sala operatoria – ha aggiunto Scatizzi – è un coacervo di tecnologie spesso utilizzate una sola volta e poi trasformate in rifiuti, un luogo in cui passano indumenti monouso e con strumenti che consumano energia elettrica e dove dunque ogni piccolo gesto può fare la differenza. Queste buone pratiche – ha concluso il chirurgo – possono anche migliorare la pratica clinica e prevenire eventuali complicanze”. 

“La professione del chirurgo vive una profonda crisi vocazionale, e questo è dovuto in primis agli stipendi, che in Italia sono i più bassi d’Europa, poi alla conflittualità medico-legale, che è in crescita”, ha aggiunto. 

“Abbiamo scelto lo slogan ‘orgogliosi di essere chirurghi’ proprio per ricordare che la nostra professione rende orgogliosi – ha sottolineato – ed è un orgoglio che nasce dal poter fare la differenza nel salvare delle vite. Vorremmo dunque che i giovani si avvicinassero alla chirurgia pensando a questo orgoglio e cerchiamo di restituire loro tutte le potenzialità di questa professione meravigliosa, nonostante le condizioni difficili in cui ci troviamo a operare”.