Una startup è riuscita a rendere meno inquinante la catena del freddo

L’innovazione di Turboalgor del Gruppo Angelantoni Industrie riduce l’impatto degli impianti di refrigerazione, responsabili del 20% dei consumi energetici del Pianeta: a breve sarà disponibile anche per i frigoriferi domestici
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Una startup è riuscita a rendere meno inquinante la catena del freddo

La catena del freddo è una delle più inquinanti al mondo: responsabile del 20% dei consumi energetici del Pianeta. Turboalgor, startup perugina, ha come mission quella di ridurre l’impatto della catena del freddo. La sua innovazione consiste nell’applicare il turbo delle auto all’interno dei refrigeratori industriali, come spiega Mauro Margherita, il Ceo di Turboalgor.

«Il turbo consente di recuperare parte dell’energia che viene persa nella valvola di laminazione (dove il liquido refrigerante passa da una alta ad una bassa pressione, ndr). Inserendo uno scambiatore di calore, ovvero un economizzatore, e un turbocompressore del tipo usato nell’industria automobilistica, è possibile recuperare parte di questa energia, nonché incrementare la potenza frigorifera dell’impianto».

La startup, che nasce all’interno di un gruppo già affermato nel campo delle tecnologie ambientali, come Angelantoni Industrie, ha già raccolto diversi riconoscimenti, tra cui 8 milioni di euro di finanziamento, tra investimenti pubblici e privati ed è stata annoverate tra le 10 finaliste della tappa italiana dello Startup World Cup 2020.

Un team a trazione femminile e clienti come Stef

Turboalgor può contare su un brevetto internazionale, un team di 11 persone, di cui 5 donne, e clienti come Fiorucci, Di Battista e Stef Italia.

La sua tecnologia green è estremamente flessibile: industria farmaceutica, chimica, alimentare, tutto il settore della logistica e del trasporto del refrigerato, la grande distribuzione, sono tantissimi i campi in cui può trovare spazi.

Un’innovazione capace di garantire una riduzione dei consumi elettrici fino al 23%, oltre a un aumento della potenza frigorifera degli impianti fino al 56%.

La startup consente ai suoi clienti un risparmio economico importante sui costi energetici, come conferma uno dei clienti dell’azienda, Stef Italia, multinazionale leader della logistica alimentare, che nelle parole di Stefano Dallagrossa, Responsabile Tecnico Immobiliare di STEF Italia, spiega i vantaggi della tecnologia: «Siamo venuti a conoscenza della tecnologia che Turboalgor propone, attraverso l’evento It’s All Energy Efficiency 2018. Abbiamo ottenuto un saving energetico tra il 5 e il 10% su un’installazione frigo relativa a una cella negativa, di dimensioni MQ/MC importanti. Oltre al saving economico la riduzione dei consumi è in linea con i nostri progetti di sostenibilità», dichiara Stefano Dallagrossa, Responsabile Tecnico Immobiliare di STEF Italia.

Dalla refrigerazioni industriale ai frigoriferi di casa

Recentemente, la startup ha lanciato un nuovo brevetto. Si chiama Vireco ed estende i benefici della tecnologia anche alla refrigerazione domestica:

«L’idea alla base è costituita da un compressore alternativo dove in ogni cilindro sono presenti due aperture supplementari che vengono alimentate con il vapore (del refrigerante) prodotto da due scambiatori aggiunti all’impianto frigorifero convenzionale. Vireco si applica solo ai compressori alternativi, che trovano larghissimo impiego nelle applicazioni di refrigerazione domestica, trasporti e industria», spiega Maurizio Ascani, Direttore Tecnico di Turboalgor.

La startup è infine impegnata a riprodurre con i gas naturali, come l’anidride carbonica, i saving energetici già ottenuti con l’impiego di gas HFC. È in fase di ultimazione la realizzazione del primo prototipo di un espansore che vada a sostituire il turbo negli impianti a CO2 , con l’obiettivo di garantire prestazioni ancora più importanti vista la scarsa efficienza di questo tipo di gas.