La realtà aumentata conquista i parchi divertimento 

Andare al parco divertimento è uno dei sogni più comuni che abbiamo fatto durante la nostra infanzia: le giostre, il cibo, gli spettacoli, una giornata completamente dedicata allo svago. Oggi però i parchi si stanno evolvendo, mettendo al fulcro dell’intrattenimento la realtà aumentata.
-

Quasi impossible immaginare che un giorno avremmo potuto combattere draghi, scontrarci con alieni e percepire la stessa adrenalina dei nostri eroi preferiti. Oggi è possibile grazie all’Hyper Reality, che coinvolge tutti i nostri sensi. Grazie alla corrispondenza tra l’ambiente virtuale ed il mondo reale, è quindi possibile muoverci, interagire e ricevere feedback. Con l’avvento dei visori come Oculus VR, la realtà aumentata è diventata quasi una normalità, infatti abbiamo quasi tutti provato quest’esperienza, ed è per questo che si pensa che diventerà l’attrazione principale dei parchi divertimento. 

Il più rinomato, ed anche il primo ad aver aperto le sue porte nel 2015, è “The Void”. Situato nello Utah, è uno dei pochissimi luoghi al mondo in cui è possibile vivere a 360 gradi una realtà ricreata,  in cui l’immaginazione diviene finalmente realtà. I visitatori devono munirsi di caschi e corpetti, indispensabili per tracciare i loro movimento nell’ambiente, dove sono poste delle telecamere ad infrarosso che permettono di simulare azioni e sensazioni. La leva attrattiva che ha permesso di far decollare il parco in questione è quella emotiva, infatti grazie alla realtà aumentata (Virtual Reality, VR) ed agli effetti 4D che simulano fumi ed anche profumi, i giocatori si sentono completamente coinvolti dalle zone di gioco in cui si trovano. Ogni sessione dura 30 minuti, ed ogni sala ha una propria ambientazione: è quindi possibile visitare mondi fiabeschi e combattere battaglie fino all’ultimo sangue nello stesso giorno. 

Il secondo ad aver aperto ad aver tagliato il nastro rosso nel 2018 è quello in provincia di Guizhou, in Cina, il “Oriental Science Fiction Valley Theme Park”. In questo parco sono state installate più di 30 attrazioni diverse, e costruita una statua di 53 metri ispirata ad un robot di Trasformer. Oltre a provare le nuove sensazioni dettate dal VR, in questo parco è anche possibile fare bungee jumping, e salire su attrazioni normali come le montagne russe. 

L’Italia in ritardo

Anche ad Udine, nel 2016, aveva aperto un parco di attrazione, il 3DWA, strutturato come un aeroporto in cui era possibile partire per diverse destinazioni. Invece di volare per un altra città, era possibile viaggiare in nuove dimensioni. Ad oggi l’unico ad essersi adeguato al VR è Gardaland, il parco più famoso d’Italia per visite e dimensioni. Situato nei pressi del lago di Garda, da l’anno scorso si appoggia ad un azienda giapponese, Konica Minolta, per la creazione di contenuti di Hyper Reality.

Per quanto i parchi italiani non abbiano investito del tutto in questa innovazione, altre startup ci hanno invece scommesso tutto. Tra queste, Arte Amica di Lecce, che ha studiato un sistema di visite immersive nell’arte, che permettono di entrare nei monumenti mentre si stanno visitando. Un altro esempio è “Oniride”, che ha lanciato per il Lazio un’applicazione per effettuare dei tour virtuali nella Regione. Per poterlo fare basta usare un visore di cartone (Goofo), che si monta in pochi secondi, formato da lenti 3D ed aperture per auricolari, che permettono di vedere dipinti come la notte stellata di Van Gogh, od il Mausoleo di Elena a Roma. 

Sembra che il nostro paese sia pronto ad investire in questa rivoluzione dei sensi, in cui ogni giorno sembra esserci una novità. Un settore che potrebbe godere di un boom economico, perché l’unico a poterci far viaggiare senza bisogno di spostarci, o comunque che garantisce le distanze sociali imposte dalle misure emergenziali.

Facebook Comments