Via dall’Italia dopo la laurea: la storia di Carolina, Zoe e Sara e del loro futuro a Berlino

Il 32% delle persone lascia lo Stivale con tanti progetti: il lavoro in financeAds International raccontato dai suoi dipendenti expat
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Via dall’Italia dopo la laurea: quella che tutti definiscono ‘fuga dei cervelli’ sembrerebbe oggi più una mossa strategica. Il 32% delle persone che lasciano l’Italia per cercare lavoro all’estero, sono laureati. Si tratta soprattutto di donne (circa il 35%), più che di uomini (il 30%).

Lo conferma il rapporto “Iscrizioni e cancellazioni anagrafiche” dell’Istat: le persone decidono di lasciare temporaneamente o definitivamente il paese per trovare lavoro. Non sempre però parliamo di una scelta obbligata. Ricercare esperienze stabili o temporanee all’estero può incrementare le competenze acquisite durante il percorso di studi e applicarle in un contesto internazionale.

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Trasferirsi all’estero dopo la laurea, dunque, può rivelarsi una mossa strategica per arricchire il proprio curriculum, apprendere nuove lingue e dare valore a ciò che si è acquisito durante gli studi.

Via dall’Italia dopo la laurea: Germania e Berlino poli attrattivi degli studenti e dei laureati italiani

Durante l’università molti studenti scelgono l’Erasmus e l’Erasmus+, esperienze che consentono loro di vivere, studiare e lavorare all’estero. Sono circa 48mila gli studenti e i laureati italiani partiti con i progetti Erasmus quest’anno, il 17% in più rispetto al 2018 mentre 27mila studenti europei hanno scelto l’Italia come destinazione per il loro viaggio.

Tra tutte le mete, soprattutto in seguito alla Brexit, c’è la Germania: dai dati del “Rapporto italiani nel mondo” è emerso che lo stato tedesco ha tolto il primato all’Inghilterra per numero di nuovi arrivi (20mila solo nel 2018).

Proprio a Berlino, nel 2015, è nata financeAds International, azienda tedesca che aiuta fintech, banche e assicurazioni ad acquisire nuovi clienti. Come? Attraverso un programma di affiliazione proprietario. I suoi dipendenti sono la dimostrazione dei benefici dello studiare e/o lavorare all’estero per i giovani italiani.

La storia di Carolina, Zoe e Sara: tre expat a Berlino, in un’azienda che rappresenta il futuro della gestione delle risorse umane

Carolina, Zoe e Sara, rispettivamente Head of International Account Management e Account Manager di financeAds International, vengono da città e culture differenti. Le loro strade, però, si sono incontrate a Berlino, quando hanno iniziato a lavorare con Alvise Perissinotto, Managing Director dell’azienda.

Carolina Rodriguez è colombiana, ha un master comunicazione d’impresa, vive in Germania da 10 anni ed è in financeAds International da circa 3 anni, gestendo tutti gli account manager in Europa. Zoe Balzano, italoamericana, parla sei lingue e dopo la laurea in relazioni internazionali ha iniziato il suo percorso. Sara Pau, mentre studiava economia e gestione aziendale, ha scelto l’Erasmus in Polonia e poi in Germania, e ora lavora in financeAds International.

L’azienda, composta da 16 donne e 5 uomini, guarda al futuro e in qualche modo, lo costruisce. Le persone sono al centro e non semplici ingranaggi di un sistema complesso e gerarchico. “In financeAds International tutti hanno la possibilità di dare il proprio contributo proattivamente perché nonostante abbiamo un managing director e dei country manager a cui riscontro, ogni proposta, anche la mia che sono l’ultima arrivata nel team, viene ascoltata e integrata con il lavoro dell’intero team” – ha spiegato Sara Pau.

“Il lavoro in financeAds mi ha permesso di integrare ai miei studi altre conoscenze e di irrobustire le competenze acquisite avendo a che fare con progetti di diverso tipo e su diversi mercati internazionali. Grazie alla possibilità di fare smart working quando ne abbiamo la necessità, torniamo spesso in Italia e questo migliora notevolmente il nostro lavoro perché avere la fiducia del managing director mi permette di responsabilizzarmi ancora di più nei progetti che mi vengono affidati.” – ha commentato Zoe Balzano.

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