SEP Jordan, le rifugiate siriane diventano artiste del ricamo

Non donazioni, ma una concreta possibilità lavorativa: SEP Jordan offre questo alle rifugiate siriane e palestinesi che vivono nei campi profughi, aspettando una opportunità
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Una start up sociale che non si occupa di reperire fondi e donazioni, ma di restituire ai rifugiati lavoro e dignità: questo è SEP Jordan, creata da Roberta Ventura e dal marito, dopo aver ascoltato i bisogni e i desideri delle donne ospiti nel  campo profughi di Jerash in Giordania.

Nel 2013 Roberta visitò il campo con una Ong che si occupava di attività doposcuola per i rifugiati e capì che le donne volevano la possibilità di lavorare e provvedere a sè stesse, nell’attesa di poter tornare nelle loro case. Così diede il via al progetto, che oggi è una realtà: i lavori di ricamo artigianale delle donne siriane e palestinesi arrivano, grazie all’e-commerce, in tutto il mondo e vengono apprezzati sempre da più clienti.

“Le artiste SEP sono tutte donne, rifugiate palestinesi e siriane e noi abbiamo la missione di riportarle sopra la soglia della povertà, trasformando il loro problema in un’opportunità, per quanto possibile”, ha dichiarato Roberta, che ha recentemente coinvolto nel progetto anche il campo di Azraq, che ospita 50mila rifugiati siriani nel deserto giordano.

Le ricamatrici SEP erano inizialmente 20, oggi sono 300: ricamano abiti, borse, asciugamani, accessori per la casa e per la tavola, una selezione di oggetti bellissimi che raccontano una storia di sofferenza, riscatto e tanta voglia di andare avanti.

Le collezioni SEP Jordan e le loro storie sono qui: https://sepjordan.com/

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