Usi ibuprofene per il dolore? Ecco che cosa rischi

Un nuovo studio pone sul tavolo i possibili effetti scatenati dall'ibuprofene utilizzato per alleviare i dolori.
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Usi l’ibuprofene per il dolore? Questo nuovo studio allora potrebbe darti una notizia non molto piacevole. A quanto pare infatti tentare di limitare un’infiammazione con farmaci come questo potrebbe causare dolori cronici.

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Lo studio

A rivelarlo, come riporta Today.it, è uno studio condotto dalla McGill University in Canada che ha seguito per tre mesi 98 pazienti con dolore alla schiena.

I risultati indicano che l‘infiammazione potrebbe avere un effetto protettivo, ad esempio impedire che il dolore acuto diventi cronico. Ridurla troppo, quindi potrebbe diventare addirittura dannoso.

I pazienti di tale studio che avevano smesso di soffrire di dolore presentavano risposte infiammatorie più elevate, guidate da globuli bianchi chiamati neutrofili, rispetto a quelli il cui dolore persisteva.

I ricercatori hanno quindi condotto degli esperimenti sui topi. Essi hanno fatto portare alla luce il fatto che il trattamento con Fans (farmaci antinfiammatori non steroidei) sembrava prolungare il dolore, mentre altri farmaci antidolorifici non avevano alcun effetto.

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Gli effetti dell’ibuprofene

In ultima battuta lo studio si è concentrato su mezzo milione di adulti britannici. È emerso che coloro che hanno usato antidolorifici antinfiammatori come l’ibuprofene per il mal di schiena avevano un rischio maggiore del 70% di sviluppare dolore a lungo termine rispetto a chi aveva preferito alternative come il paracetamolo.

Gli studiosi allora ipotizzano che gli antinfiammatori attenuino un aspetto del sistema immunitario che svolge un ruolo importante nella riparazione dei danni.

Dati da prendere con cautela

Tuttavia alcuni esperti invitano a interpretare i risultati con cautela. Lo studio infatti non ha utilizzato il gold standard per la ricerca medica, cioè uno studio clinico in cui le persone affette da mal di schiena vengono assegnate in modo casuale ad assumere un farmaco antinfiammatorio non steroideo o un placebo e seguite per vedere chi sviluppa dolore cronico.

Il professor Blair Smith, titolare della cattedra di scienza della salute della popolazione presso l’Università di Dundee, ha fatto sapere che “è importante notare che questo è solo uno studio e che sono necessarie ulteriori ricerche per confermare e approfondire questo aspetto”.

Foto: Shutterstock