Verso la fusione nucleare con superconduttori tutti italiani

L’eccellenza italiana nel campo manifatturiero di tali cavi è riconosciuta in tutto il mondo, e gli sforzi nei recenti anni per il trasferimento tecnologico testimoniano la qualità della R&D nostrana.
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Verso la fusione nucleare con superconduttori tutti italiani

Il pubblico sente troppo poco sulla fusione nucleare, un processo in cui due nuclei atomici si scontrano ad alta velocità e si fondono in un nucleo più pesante.

Uno dei progetti più promettenti per un reattore a fusione nucleare è il tokamak, una camera che utilizza potenti magneti per creare un campo magnetico per confinare il plasma caldo prodotto dalla fusione nucleare a forma di toro o ciambella.

Il Dtt (Divertor Tokamak Test) è un progetto proposto dall’ENEA che punta alla realizzazione di un divertore in grado di espellere l’energia, per lo più calore, ed i prodotti della fusione nucleare che si generano all’interno di un tokamak.

La chiave per costruire questo tokamak compatto sarà lo sviluppo dei magneti superconduttori più potenti al mondo.

IL RUOLO DELL’ITALIA NEL MERCATO DEI SUPERCONDUTTORI

I cavi superconduttori sono diventati una realtà commerciale essendo prodotti da un numero crescente di aziende presenti in tutto il mondo con prospettive di sviluppo di applicazioni nel settore energetico e nel settore dei magneti per la fusione nucleare e acceleratori di particelle come dimostrano le attività legate al reattore sperimentale DEMO (che utilizzerà il DTT) e allo sviluppo dell’acceleratore di particelle FCC (Future Circular Collider) del CERN di Ginevra.

Tra le altre realtà tricolori che lavorano al progetto ci sono la piemontese Simic, il consorzio Icas – Italian consortium for applied superconductivity (formato da Enea, nel ruolo di coordinatore del consorzio, Criotec Impianti e Tratos Cavi) e ASG Superconductors che sono attualmente impegnati nella costruzione di supermagneti. Negli ultimi tre anni sono stati costruiti sul territorio italiano alcuni dei supermagneti più grandi del mondo, preparando quindi il terreno per le sfide tecnologiche odierne.

L’eccellenza italiana nel campo manifatturiero di tali cavi è riconosciuta in tutto il mondo, e gli sforzi nei recenti anni per il trasferimento tecnologico testimoniano la qualità della R&D nostrana.

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