Studi sul ritmo circadiano. Il Nobel per la medicina a tre scienziati americani.

Secondo gli studiosi il nostro comportamento sarebbe sincronizzato con il ritmo circadiano. E funzionerebbe così in tutti gli esseri viventi. Il ritmo circadiano, dal latino […]
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Studi sul ritmo circadiano. Il Nobel per la medicina a tre scienziati americani.

Secondo gli studiosi il nostro comportamento sarebbe sincronizzato con il ritmo circadiano. E funzionerebbe così in tutti gli esseri viventi.

Il ritmo circadiano, dal latino “circa” (intorno) e “dies” (giorno), è la capacità degli esseri viventi di adattarsi al mutare del movimento del pianeta e quindi alle fasi del giorno.

Il nostro orologio interno – così come quello delle piante e degli animali – sarebbe collegato al ritmo circadiano. Scoprirne il funzionamento condurrà a comprendere l’insorgenza di molte patologie collegate alla rottura dei bioritmi.

Con questa motivazione, la Nobel Assembly at Karolinska Institutet, che attribuisce per conto della Fondazione Nobel il prestigioso premio in campo medico, ha premiato il lavoro di ricerca condotto dai tre studiosi americani J. Hall, M. Rosbash e M. Young  che hanno scoperto i meccanismi molecolari armonizzano il comportamento degli esseri viventi con il ciclo o ritmo circadiano presente in natura.

Secondo i tre scienziati, tutto dipenderebbe da un gene in grado di codificare una proteina che si accumula nelle prime ore della giornata e si degrada verso la sera.

Il lavoro di ricerca è stato condotto su organismi semplici come le mosche della frutta e ha messo in risalto come l’orologio interno sia una caratteristica fondamentale della vita sul pianeta. Anzi, tutta l’evoluzione avvenuta in milioni di anni sarebbe il frutto di questo stretto collegamento tra la rotazione della terra e il comportamento cellulare degli esseri viventi.

Un quadro affascinante. Le cellule del nostro organismo sarebbero sincronizzate, come tanti orologi che segnano la stessa ora: controllano gli schemi della nostra fisiologia, dai modelli di sonno e dalla temperatura corporea alla pressione sanguigna, dal metabolismo al rilascio degli ormoni.

Le ricadute di questo studio non saranno da poco. Solo il 60% delle persone ha il sonno/veglia armonizzato con il ciclo circadiano (dalle 23 alle 7 del mattino), mentre il 30% tende a posticipare il sonno e a svegliarsi tardi e il 10% anticipa il risveglio rispetto al sorgere del sole.

La scoperta dell’influenza del ritmo circadiano sul nostro orologio interno consentirà pertanto di indagare sulle conseguenze che scaturiscono quando non si rispetta il ritmo che ci impone la natura: jet lag, lavoro frenetico, cattiva alimentazione, disturbi del sonno, sono comportamenti che conducono l’organismo a forzare se stesso; mentre rispettare il proprio orologio interno sarebbe fondamentale – secondo i ricercatori – per mantenere il benessere e la salute nel tempo.

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