Imprese, la cultura come chiave di volta per gestire il cambiamento e ripensare i modelli del domani

Alla vigilia della fine dello stato di emergenza, legato alla pandemia e previsto per il 31 marzo, le aziende sono chiamate a rivedere le priorità: qualità delle relazioni, empatia e promozione della diversità diventano fulcro di una nuova cultura d’impresa.
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Imprese, la cultura come chiave di volta per gestire il cambiamento e ripensare i modelli del domani

Nuove priorità per una nuova ripartenza, nel segno delle persone e di quella componente umana che, oggi come non mai, è in grado di fare la differenza. Questo il contesto che ci attende dal 31 marzo, data di fine dello stato di emergenza, nel quale la formazione può giocare un ruolo fondamentale. A investire su questa ripartenza è Feltrinelli Education con i suoi talenti e i suoi format.

Lavoro agile e nuove esigenze dei dipendenti

Secondo l’Osservatorio Smart Working del Politecnico, saranno 4,38 milioni le persone che continueranno a sfruttare le formule ibride di lavoro anche in seguito alla conclusione della fase emergenziale prevista per il 31 marzo, che tuttavia non cambierà ancora le regole del lavoro agile, semplificato fino al 30 giugno.

Lo smart working, così come il fenomeno delle Grandi Dimissioni, importato dagli USA e che sta incidendo notevolmente anche sul comparto italiano, ha cambiato profondamente le priorità e le abitudini dei lavoratori, portando a galla esigenze fino a ora ignorate o non realizzate. Secondo i dati rilasciati dal Ministero del Lavoro, infatti, sono più di 500.000 gli italiani che tra aprile e giugno 2021 hanno deciso volontariamente di dimettersi dal proprio impiego, con un incremento dell’85% rispetto allo stesso periodo del 2020. Microsoft, nell’ultimo “Work Trend Index”, ha raccolto alcuni dati relativi al 2021 che confermano questo trend: il 41% della forza lavoro globale sta valutando concretamente di licenziarsi entro l’anno, mentre le offerte di lavoro da remoto su LinkedIn sono quintuplicate.

Ma cosa porta i lavoratori a lasciare il proprio posto di lavoro? Si tratta principalmente di motivazioni legate al benessere in azienda, all’equilibrio con la propria vita privata e alle relazioni con colleghi e superiori. A trattenerli in futuro, pertanto, non sarà più solo il salario, ma le condizioni di lavoro e la percezione del dipendente, quindi la capacità delle imprese di intercettare necessità e bisogni e di far fronte a un fenomeno destinato a perdurare negli anni a venire.

Cosa stanno facendo o cosa possono fare le aziende adeguarsi al cambiamento?

Un importante strumento nelle mani delle imprese per accompagnare i propri dipendenti in questa delicata fase di transizione è la formazione. Affinchè questa sia efficace, però, è necessario che venga declinata sulla base delle trasformazioni in atto: digitale, economica e sociale. Cambiamenti che, insieme agli eventi degli ultimi due anni, hanno stravolto le modalità di lavoro in azienda, richiedendo un cambio di passo repentino. Ciò ha fatto sì che mutassero anche le competenze e le attitudini richieste dal mercato e che nascessero nuove professioni e specializzazioni.

Parallelamente, si è sviluppata sempre più una sensibilità sociale nei confronti di tematiche come la tutela dell’ambiente, i diritti e le pari opportunità, al di fuori e all’interno del contesto aziendale, a cui i datori di lavoro devono per necessità fare attenzione se vogliono trattenere i propri talenti e offrire loro un contesto allineato a questi valori.

L’importanza della cultura e del fattore umano nello sviluppo delle imprese

Uno studio condotto da PwC nel 2021, in merito all’attenzione dei consumatori e dei dipendenti nei confronti degli ESGs, conferma quanto anticipato: oltre l’80% delle risorse preferisce lavorare per imprese il cui operato abbia un impatto positivo su ambiente e comunità, Sono più attrattive le organizzazioni che si rinnovano non più come microcosmi indipendenti e isolati, ma come componenti di un sistema più complesso e interconnesso in cui fare i conti con le nuove tendenze.

Si fa portavoce di questo pensiero anche Feltrinelli Education, piattaforma ibrida di intrattenimento e formazione, che ha destinato una parte della propria proposta educativa alla realizzazione di percorsi per le imprese.

Ci inseriamo in questo scenario, dove accelerazione e dinamicità sono all’ordine del giorno, proponendo un’offerta costruita ad hoc per rispondere alle esigenze formative delle economie in trasformazione. Cuore pulsante e leva dell’intero impegno è proprio la cultura, in quanto strumento concretamente utile per capire, gestire e interpretare il cambiamento e le sfide della trasformazione economico-sociale, ma soprattutto come elemento distintivo di quella componente umana strategica per il personale delle aziende e per la relazione tra queste e il mercato che cambia”, commenta Massimiliano Tarantino, Direttore di Feltrinelli Education.

I quattro format di Feltrinelli Education, dai webinar interattivi ai corsi on demand

Feltrinelli Education propone quattro diversi format alle aziende, per le quali il personale può svolgere un ruolo di naturale ambassador e che devono, pertanto, rispettare i propri core values e determinare una rinnovata confidenza nei confronti del proprio potenziale.

  • Humanities Talk: un itinerario formativo composto da webinar interattivi, pensati per stimolare l’interesse dei dipendenti su tematiche di attualità e generare in loro un processo creativo virtuoso;
  • Branded Education: percorsi progettati insieme alle aziende, e da esse finanziati, al fine di trasformare la formazione in comunicazione esterna. In questo caso, il target principale include gli stakeholder esterni, mentre i contenuti si concentrano su temi strategici e di identità, tra i quali sostenibilità e women empowerment;
  • Corsi live e on demand tailor made: cuciti su misura per la singola realtà, questi percorsi sono ispirati a tre pilastri tematici, ovvero Train the Brain, per affrontare le sfide odierne; Train the Team, per coltivare la cultura aziendale; e Train the Future, per approfondire i macro-trend e anticipare le sfide dell’oggi;
  • Corsi live e on demand a catalogo: una raccolta di corsi live, dalle 10 alle 24 ore, e on demand, dalle 2 alle 6 ore, finalizzati alla creazione di momenti di interazione e all’aggiornamento e sviluppo delle proprie skills.