Il flash mob di Legambiente contro l’inquinamento atmosferico

Il nuovo flash-mob di Legambiente denuncia il pericolo che sta correndo l'Italia con l'inquinamento atmosferico indiscriminato
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Il flash mob di Legambiente contro l’inquinamento atmosferico

La situazione riguardo il cambiamento climatico e l’inquinamento atmosferico si è fatta critica. Ci si chiede quale futuro possa attenderci, quale tipo di aria saremo costretti a respirare. Questo il tema affrontato Legambiente tramite un flash mob  a Milano lo scorso 1 Ottobre.

Un piccolo flash mob, un grande messaggio

L’iniziativa ha mostrato scene di vita quotidiana immaginandole proiettare nel futuro. In un futuro tetro in cui l’aria del pianeta è diventata irrespirabile le normali uscite in strada devono essere fatte sempre con indosso una maschera antigas. Il flash mob si è svolto a Parco Sempione di fronte all’Arco della Pace. Qui si è svolta la campagna europea Clean Cities, nell’ambito delle iniziative della Youth4Climate. L’iniziativa che si sta svolgendo a Milano punta a denunciare il legame fra inquinamento e la vita di tutti i giorni dei cittadini.

«Da oggi si apre il cosiddetto “periodo critico” dell’autunno e inverno durante il quale l’innalzamento dei livelli di polveri sottili è ormai una costante che si ripete ogni anno. È chiara la necessità di cambiare rotta per ridurre le emissioni climalteranti e l’inquinamento in atmosfera, ma per farlo servono politiche serie e coraggiose, a partire dalla mobilità».

sottolinea Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia .

Lo scopo è sensibilizzare lo Stato, in modo tale da poter studiare le strategie migliori per la riduzione delle emissioni di gas inquinanti. E non a caso la città scelta per l’iniziativa sia Milano, in quanto una delle città più inquinate d’Italia, così come l’intera regione Lombardia. Nel novembre 2020 L’Unione Europea ha sanzionato l’Italia “per aver superato il valore limite delle concentrazioni di particelle inquinanti (PM10), in modo continuato, dal 2008 al 2017” e negli anni successivi sino al 2021.

Nonostante l’appello del presidente di Legambiente Stefano Ciafani alla Commissione Europea per un intervento, la responsabilità in materia ambientale spettano ai singoli paesi. L’unica cosa che L’Unione può fare è monitorare la situazione. Il presidente ha così scritto anche al presidente Draghi e ora si attende la risposta.

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