Bill Gates a Che tempo che fa: “Per il clima non esiste vaccino”

L'imprenditore e filantropo, in collegamento da Seattle, ha parlato di clima, pandemia, idee e futuro
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Un gran colpo per Fabio Fazio e il suo Che tempo che fa: dopo Barack Obama, in collegamento da Seattle il conduttore genevese ha intervistato Bill Gates, imprenditore e filantropo, in occasione dell’uscita in contemporanea mondiale del suo ultimo attesissimo libro “Clima. Come evitare un disastro – Le soluzioni di oggi, le sfide di domani”.

Sul prepararsi al futuro è stato incentrata gran parte dell’intervista: “La pandemia è come il clima, nel senso che i nostri Governi non ci hanno preparati, non hanno guardato avanti e non hanno fatto le cose che avrebbero dovuto fare affinché la pandemia potesse essere un evento di importanza secondaria. È più difficile far la stessa cosa con il clima, perché gli effetti peggiorano sempre di più con il passare del tempo e quelli davvero terribili si avranno fra qualche decennio. E chi soffre di più sono coloro che vivono nei paesi poveri, dove ci sono gli agricoltori che sono a un livello di sussistenza, quindi se non riescono ad avere un raccolto hanno problemi di malnutrizione e di instabilità e iniziano a migrare in numeri decisamente superiori a quanto non sia accaduto in passato. Quindi dobbiamo guardare avanti e agire ora, guardando al futuro, se vogliamo risolvere il problema del clima. Con il clima non serve semplicemente una soluzione, come è il vaccino per la pandemia: abbiamo bisogno di molte scoperte, che riguardano tutta l’economia, in modo da non avere i 51 miliardi di tonnellate di emissioni di CO2 che abbiamo ora”.

Parlando di emissioni di CO2, Gates ha sottolineato:

“Le emissioni aumentano praticamente anno dopo anno, anche nel corso della pandemia sono diminuite di meno del 10%. Perché si continuano a costruire impianti che vanno a carbone e facciamo sempre più auto a benzina, quindi le emissioni continuano a salire. E se vogliamo davvero che ci sia un declino notevole bisogna cambiare rapidamente. Prendiamo il settore che si conosce, quello delle auto elettriche per esempio: oggi magari sono più costose, però man mano che ci sarà un volume maggiore e la concorrenza sarà davvero più considerevole, il costo diminuirà, si avrà più scelta, le stazioni di ricarica saranno più accessibili e nel prossimo decennio – quindicennio le auto elettriche saranno decisamente preferibili a quelle a benzina e saranno completamente verdi. E questa è la cosa ideale: se succedesse in ogni industria questo tipo di cosa, un prodotto che potesse sostituire gli altri e che sia interessante per i consumatori. E dobbiamo proprio farlo ovunque ci siano emissioni, la maggior parte dei settori industriali si trovano decisamente più indietro rispetto all’industria automobilistica. L’industria del cemento, dell’acciaio o magari addirittura i carburanti per gli aerei che creano emissioni significative: l’approccio verde è ancora costoso e quindi si paga di più in questo momento per avere dei prodotti verdi”.