La Francia “legalmente responsabile” per la mancata riduzione dei gas serra

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Un tribunale di Parigi ha ritenuto la Francia legalmente responsabile per il suo mancato raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra. Le […]
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La Francia “legalmente responsabile” per la mancata riduzione dei gas serra

Un tribunale di Parigi ha ritenuto la Francia legalmente responsabile per il suo mancato raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra.

Le quattro ONG, tra cui Greenpeace Francia e Oxfam Francia, hanno lanciato la causa  a seguito di una petizione online che ha raccolto 2,3 milioni di firme . La più grande nella storia francese, secondo gli organizzatori.
I firmatari speravano di “costringere lo Stato a prendere tutte le misure necessarie per ridurre le emissioni di gas serra” per soddisfare l’obiettivo di 1,5 gradi Celsius come previsto dall’accordo di Parigi, secondo la petizione online.

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Un risarcimento simbolico

L’accordo di Parigi è stato firmato nel 2016 da quasi tutti i paesi del mondo. Questo cerca di limitare il riscaldamento globale a meno di 2 gradi Celsius e proseguire gli sforzi per limitarlo a 1,5 gradi Celsius.
La Francia, che ha mediato il patto, si è impegnata a ridurre i gas a effetto serra del 40% entro il 2030, e si è posta l’obiettivo di essere carbon neutral entro il 2050.
Ma le ONG hanno accusato le autorità del paese di azioni politiche insufficienti necessarie per affrontare il cambiamento climatico. Ed inoltre hanno detto che le emissioni di gas a effetto serra sotto l’attuale governo “sono scese a un ritmo due volte più lento delle traiettorie previste dalla legge”.

Il tribunale amministrativo di Parigi mercoledì ha ordinato allo stato di pagare un euro per danni morali. Stabilendo che i fallimenti del governo “hanno minato gli interessi collettivi difesi da ciascuna delle associazioni ricorrenti”, ha detto il tribunale nel suo comunicato ufficiale sul caso.

Nonostante il carattere simbolico della condanna, le associazioni di beneficenza hanno salutato il risultato.

“Questa decisione segna una prima vittoria storica per il clima e un importante progresso nel diritto francese. Questa sentenza segna anche una vittoria per la verità. Fino ad ora, lo stato ha negato che le sue politiche climatiche fossero insufficienti, nonostante le prove crescenti”,

hanno detto in un comunicato.

Il cambiamento climatico destinato a peggiorare

Per determinare le misure da ordinare allo stato per riparare il danno causato o prevenire il suo aggravamento, i giudici hanno emesso un’ulteriore indagine.

In una risposta alla sentenza inviata per email alla CNN, il ministero dell’ambiente francese ha ammesso “che i primi obiettivi fissati in quest’ultimo periodo non sono stati effettivamente raggiunti“. Ma ha detto che un nuovo “disegno di legge sul clima e la resilienza sarà presentato al Consiglio dei ministri il 10 febbraio. Questo costituirà un nuovo passo decisivo accelerando la transizione ecologica della Francia”.

Attualmente, il mondo è destinato a riscaldarsi di 2,7 gradi Celsius entro la fine del secolo, secondo il Climate Action Tracker (CAT). Questo porterà tempeste più estreme, ondate di calore, un maggiore aumento del livello del mare e, per molte parti del mondo, siccità e precipitazioni estreme.

Nel 2019, l’ONU ha avvertito che per mantenere il riscaldamento globale al di sotto della soglia di 1,5 gradi Celsius, le emissioni globali dovrebbero diminuire del 7,6% ogni anno dal 2020 al 2030.
Le temperature medie globali hanno continuato a salire. Gli ultimi sei anni sono stati i sei più caldi mai registrati, con il 2020 che ha raggiunto il 2016 come anno più caldo.

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