Salute, denti e terza età “Il progetto Silver”

Un sessantacinquenne di oggi ha la forma fisica e cognitiva di un quarantacinquenne di trent’anni fa. Raccontami come invecchi e saprò come curarti!
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Un approccio del tutto nuovo nel campo dell’ odontoiatria geriatrica, basato sulla medicina narrativa e sulla correlazione delle malattie sistemiche, proprie dell’età, con i problemi del cavo orale si sperimenta oggi a Milano.

Un sessantacinquenne di oggi ha la forma fisica e cognitiva di un quarantacinquenne di 30 anni fa. I nuovi ‘senior’, infatti, sono attivi e dediti alla cura di sé: fanno sport, sono attenti all’alimentazione, utilizzano le ultime tecnologie per comunicare, vanno spesso a teatro e al cinema, hanno una vita sentimentale soddisfacente.

Da questo presupposto nasce un nuovo approccio anche all’odontoiatria: quello geriatrico, che coinvolge non solo l’aspetto clinico, ma più globale del paziente.

Un esempio di questo innovativo approccio è rappresentato dal Progetto Silver, ideato da Lea Di Muzio e realizzato da DentalBreraClinic di Stefano Gracis e Matteo Capelli a Milano.

Gli anziani del terzo millennio sono i più attivi e longevi della storia dell’umanità: questo è quanto emerge in sintesi dall’ultimo rapporto OCSE dedicato alla Terza età, a cui fa eco la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG), secondo cui si possono considerare “anziane” le persone dai 75 anni in su.

Un sessantacinquenne di oggi ha la forma fisica e cognitiva di un quarantacinquenne di trent’anni fa. I nuovi senior infatti, sono attivi e dediti alla cura di sé: fanno sport, sono attenti all’alimentazione, utilizzano le ultime tecnologie per comunicare, vanno spesso a teatro e al cinema, hanno una vita sentimentale soddisfacente.

Per la maggior parte degli anziani – afferma Ketty Vaccaro, Responsabile area Salute e Welfare Fondazione CENSIS  lo stato generale della salute è ormai indissolubilmente legato al senso di responsabilità e all’autoregolazione, in sostanza gli anziani sono sempre più consapevoli del fatto che è la cura di sé, attraverso l’adesione ad una serie di regole che contemplino un’alimentazione equilibrata, l’attività fisica ed il controllo dei fattori di rischio, che consente di preservare nel tempo lo stato di salute”. E la bocca com’è noto, in una visione interdisciplinare della odontoiatria, fa da “sentinella” della salute, intercettando quelle forme patologiche o disfunzionali che si possono manifestare con l’avanzare dell’età.

È necessario quindi un nuovo approccio alla odontoiatria geriatrica, un cambiamento della professione che coinvolge non solo l’aspetto clinico, dominato dalla tecnologia e dai protocolli sempre più rigorosi, ma si estende anche al modo di relazionarsi con il paziente, recuperando la dimensione emozionale e culturale della cura, il rispetto dell’individualità, l’aspetto etico.

Un esempio di questo innovativo approccio alla odontoiatria geriatrica è rappresentato dal Progetto Silver, ideato da Lea Di Muzio e realizzato da DentalBreraClinic, studio odontoiatrico situato in via Brera a Milano, di Stefano Gracis e Matteo Capelli, due professionisti che vantano una lunga esperienza clinica e un continuo confronto con realtà internazionali.

Il Progetto Silver prevede che il paziente venga inserito in uno dei due percorsi di cura contrassegnati dai colori verde, se non si evidenziano particolari problematiche, arancio se si rilevano patologie sistemiche, come ad esempio il diabete, per monitorarne l’evoluzione. Elemento fondante del Progetto Silver è infatti l’approccio interdisciplinare alla cura: l’attività clinica relativa alla terapia dentale viene affiancata da quella svolta da un team di medici specialisti come lo gnatologo, il patologo orale, il nutrizionista.

Nello studio, i pazienti vengono accolti dal coordinatore terapeutico in una saletta riservata dove i colloqui si svolgono all’insegna dei dettami della medicina narrativa (Narrative Based Medicine). La narrazione rappresenta la modalità per entrare nel mondo interiore del paziente, spesso fragile, vulnerabile, come quello dei molti anziani che vivono in solitudine. Attraverso il pensiero narrativo emerge una complessa tessitura di accadimenti, trame e orditi che si intrecciano, mettendo in relazione esperienze, situazioni passate e presenti.

“La creatività narrativa – sostiene il sociologo Antonio Censi – può diventare una risorsa insostituibile per fronteggiare e padroneggiare la difficile esperienza del declino fisico. Le narrazioni dell’invecchiamento corporeo possono declinarsi secondo tonalità sentimentali diversificate e, a volte, contrapposte”.

Foto by pressfotoFreepik

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