Nuove politiche spaziali: il ruolo del settore pubblico e dei privati

Il tema delle politiche spaziali al festival della diplomazia: ne hanno parlato il professore di Diritto Internazionale, Sergio Marchisio, il responsabile delle attività inerenti ai programmi satellitari per il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Costantino Fiorillo e numerosi altri esperti.
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Nuove politiche spaziali: il ruolo del settore pubblico e dei privati

Nuove legislazioni ed investimenti sono le parole d’ordine per far decollare l’industria spaziale in Italia e nel mondo. Il festival della diplomazia si sposta così sul tema delle politiche spaziali grazie all’incontro tenutosi all’Università “La Sapienza” di Roma.

Legislazioni vecchie e nuove: punti di partenza e d’arrivo

E’ inevitabile parlare di diritto internazionale e diplomazia quando si affronta un tema di questo genere. Per questo il professor Marchisio esordisce ricordando l’importantissima legislazione internazionale sul tema, risalente al 1963: la “Dichiarazione dei principi giuridici in tema di attività spaziali”. Frutto soprattutto del dibattito e del compromesso raggiunto dalle allora maggiori potenze spaziali mondiali, Stati Uniti ed Unione Sovietica.

Particolarmente significativo l’Art.6 della dichiarazione, con il quale si dichiara di esclusiva responsabilità statale l’attività spaziale, preclusa ai players privati, a meno di autorizzazione. Questo fa sì che si crei un rapporto di tipo duale. Da una parte, il settore privato, il cui compito consiste nella promozione di servizi, e dall’altra il governo, che provveda al cofinanziamento degli investimenti privati nel settore, previa apposita autorizzazione.

Politiche spaziali: la regolamentazione in Italia

Il tutto è stabilito, in Italia, dalla legge riguardante la governance spaziale.

Ad ogni modo, come sottolinea il coordinatore dell’incontro, Ezio Bussoletti, Vice-presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, un ridotto, se non mancato, appoggio pubblico nel settore nel corso degli ultimi anni ha provocato dei forti rallentamenti, che possono essere eliminati solamente con una più attenta gestione degli investimenti e soprattutto, precisa il professor Marchisio, colmando la lacuna dell’assenza di una legislazione apposita che regoli le attività spaziali nel concreto.

Se da un lato una legislazione sulle attività spaziali risulta urgente non solamente in Italia, ma in numerosi altri paesi che si affacciano alla nuova corsa allo spazio, la gestione dei finanziamenti nel settore è materia vitale e delicata soprattutto nel nostro paese.

Investimenti: Impatto economico e parsimonia nella gestione dei fondi

I rallentamenti degli ultimi anni, ricorda Ezio Bussoletti, hanno ridotto ad uno, e ridimensionato, il numero di direttorati ESA dell’Italia, che in precedenza ne vantava tre. E hanno provocato un mancato sviluppo economico importante, in un quadro internazionale in cui le politiche spaziali, afferma Andrea Zanini (ASI), rappresentano un elemento strategico di sovranità tra stati.

L’Italia vanta uno dei sistemi satellitari privati più sviluppati (GALILEO), a ricordarlo il direttore Carlo des Dorides, ma quest’ultimo non fa parte delle partnership di tipo “PPP” (Public Private Partnership), il che rimarca nuovamente la necessità di un’azione ministeriale e governativa ancora più incisiva.

Risultano, quindi, evidenti le possibilità di sviluppo economico che il settore spaziale fornisce all’Italia, ed una giusta collaborazione tra players privati e pubblici è quello che serve per sfruttarle al meglio.