Passaporto culturale a Torino, un anno gratis in 32 musei: ecco come averlo

Nasce a Torino un passaporto culturale per tutti i nuovi nati che garantirà loro l'accesso gratuito in 32 musei del Piemonte per un anno intero. È questa l'iniziativa del capoluogo piemontese che ha adottato Nati con la Cultura. Ecco come ottenerlo
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Nasce a Torino un passaporto culturale per tutti i nuovi nati che garantirà loro l’accesso gratuito in 32 musei del Piemonte per un anno intero. È questa la speciale iniziativa del capoluogo piemontese che, grazie a un intervento trasversale agli Assessorati Innovazione, Cultura e Sociale-Salute, ha adottato Nati con la Cultura: si tratta di un progetto portato avanti dall’Ospedale Sant’Anna di Torino e dalla onlus Fondazione Medicina a Misura di Donna.

“Nati con la Cultura è un progetto che nasce in ospedale per dare valore e far crescere il patrimonio di esperienze museali esistenti a favore delle famiglie, come servizio di comunità educante. Il progetto crea una connessione con le famiglie che non conoscono le opportunità offerte oggi dai musei che si presentano come luoghi capaci di accogliere. Il progetto si sviluppa in rete e in alleanza tra Musei, mondo sanitario, educativo, pubblica amministrazione e altre istituzioni, in un territorio che ha politiche e progettualità di riferimento nazionali a favore della prima infanzia e nell’audience engagement territoriale. Il Passaporto è scaricabile online da tutte le famiglie, ma la consegna diretta ha un valore relazionale” – ha commentato Catterina Seia, vice presidente della onlus Fondazione Medicina a Misura di Donna.

Passaporto culturale: ecco come ottenerlo

Ogni nuovo nascituro avrà diritto al passaporto culturale che sarà rilasciato dall’Anagrafe Centrale di Torino all’atto dell’iscrizione delle nascite: grazie alla collaborazione con Abbonamento Musei, per il primo anno di vita del bambino tutte le famiglie avranno accesso gratuito a 32 musei del Piemonte accreditati Family and Kids friendly.

I musei della rete Piemontese che hanno aderito al progetto, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e con quello alla Salute, Politiche Sociali e Abitative, hanno dovuto percorrere una strada ‘burocratica’ tortuosa con ostacoli fisici, cognitivi, sensoriali ed economici che di certo non favoriscono la fruizione culturale.

Il passaporto culturale è operativo anche a Pavia (Musei Civici e Policlinico San Matteo) e a Brescia (tutti gli Spedali e la Fondazione Musei Civici). A breve ne è prevista l’adozione anche a Roma, Milano, Firenze e Napoli.

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