Correre con la musica alle orecchie è controproducente?

Quando si corre è consigliabile ascoltare della musica o è preferibile concentrarsi sul percorso e su se stessi? Ecco le teorie sull'uso di cuffie e auricolari durante la corsa
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Correre con la musica alle orecchie è controproducente?

Tra gli accessori che molti amanti della corsa non fanno mancare nel proprio borsone ci sono i dispositivi elettronici per ascoltare della musica. Ma ascoltare le proprie canzoni preferite durante il percorso è consigliabile?

Intanto, vanno fatte delle distinzioni tra runner profesionisti e jogger amatoriali. Sì, perché per il primo la corsa è un’esperienza quasi intima con se stesso da vivere intensamente e ascoltando solo ciò che proviene dal cuore e dalla testa. Niente distrazioni, dunque, ma concentrazione ottimale sulla corsa.

Vero è anche che la musica aiuta a dare la carica, segna il passo ma cuffie e auricolari sono molto più apprezzati dai corridori non professionisti, che alle prese magari con un lungo percorso rischiano di annoiarsi e così si affidano alle canzoni.

Controversa è anche la concezione dell’accompagnamento musicale nelle competizioni sportive: in alcune gare, infatti, è vietato ascoltare musica mentre si corre. Una scelta, nella maggior parte dei casi, dettata da esigenze di sicurezza visto che il runner con le orecchie impegnate potrebbe non sentire eventuali segnalazioni acustiche dello staff.

Ma torniamo all’allenamento. Una teoria molto interessante la propone lo psicologo americano Chris Friesen, che con un articolo apparso sul Washington Post suggerisce un’alternativa singolare.

Per l’esperto, il cervello umano durante la corsa diventa più ricettivo, aumenta lo spazio cognitivo e quindi si lascia spazio a pensieri e ragionamenti. Frisen, dunque, non bandisce il dispositivo elettronico in sé mentre ci si allena ma propone di sostituirne i contenuti: non brani musicali ma podcast e audiolibri.

Esistono però anche teorie molto più discutibili come quella che, ad esempio, associa la musica a una forma di doping: agendo sull’umore di una persona, provocherebbe un’alterazione che influisce sulla prestazione del corridore.

Insomma, teorie a parte, chi ama veramente correre, raramente lo farà armato di auricolari ma si godrà pienamente il momento della corsa, ascoltando la natura e il battito del proprio cuore.

Non ci sentiamo però di condannare chi non può fare a meno di ascoltare musica mentre corre: col tempo, anche lui saprà apprezzare il rumoroso silenzio che solo la corsa sa regalare.

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