Smartphone cinesi: l’Fbi lancia l’allarme “Non comprateli, vi spiano”

Allerta dall’intelligence americana: secondo l’Fbi gli smartphone cinesi rappresentano un rischio per la nostra privacy. Ci stanno davvero spiando?
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Smartphone cinesi: l’Fbi lancia l’allarme “Non comprateli, vi spiano”

Smartphone cinesi che ci spiano: la nostra sicurezza sembrerebbe messa a rischio dell’oggetto che utilizziamo di più nel nostro quotidiano, quello di cui non possiamo fare a meno. L’allarme arriva dall’Fbi, dalla Cia e dalla Nasa, che invitano i compratori a non acquistare smartphone cinesi perché “possono spiarci”.

Sono due i marchi che le agenzie di sicurezza statunitensi hanno accusato: Zte e Huawei, suggerendo ai privati cittadini di scegliere alternative “made in Usa”.

Smartphone cinesi sotto accusa: Zte e Huawei si difendono

Zte e Huawei sono i due marchi di smartphone cinesi accusati di “spiare” i cittadini che li acquistano. “I cinesi possono spiarci con i loro telefonini” – ha affermato l’Intelligence americana.

Non è mancata la replica delle due aziende cinesi, che hanno specificato che il rischio legato alla sicurezza dei loro telefonini è lo stesso che corrono tutti gli altri prodotti informatici.

“Zte è orgogliosa dell’innovazione e della sicurezza dei nostri prodotti sul mercato statunitense – ha sottolineato un portavoce – Come società quotata in borsa, ci impegniamo a rispettare tutte le leggi e le normative vigenti negli Stati Uniti, a collaborare con i produttori per il rispetto di severi protocolli di test e ad attenerci ai più elevati standard di business”.

Zte ha spiegato che i loro smartphone utilizzano chip, sistemi operativi e altre componenti fabbricate negli Stati Uniti. “Zte prende molto seriamente la sicurezza informatica e la privacy – ha ribadito – e resta un partner affidabile per i nostri fornitori statunitensi, i clienti statunitensi e le persone che usano i nostri prodotti affidabili e di alta qualità per le loro esigenze comunicative”.

E Huawei invece? Anche il secondo brand di smartphone cinesi sotto accusa si è difeso dichiarando che continuerà a “sviluppare il proprio business globale tramite un grande impegno per l’innovazione e la ricerca e lo sviluppo in modo dare fornire una tecnologia che aiuti i nostri clienti ad avere successi in tutti i mercati”.

Se pensiamo che sono all’inizio di gennaio Huawei sembrava intenzionata a entrare sul mercato americano con una cooperazione con At&t per distribuire il Mate 10 Pro sul mercato statunitense. Dell’accordo, però, non se ne è fatto più nulla. Sarà un caso?

lo smartphone sparirà