Startup e politiche governative, l’italia un territorio tutto da conquistare, i casi Ennova e Corilla.

Quando in Italia si parla di crescita economica, la maggior parte delle persone pensa soprattutto alle grandi realtà imprenditoriali della moda, della meccanica o dell’alimentazione ma […]
- - Ultimo aggiornamento

Quando in Italia si parla di crescita economica, la maggior parte delle persone pensa soprattutto alle grandi realtà imprenditoriali della moda, della meccanica o dell’alimentazione ma raramente si pensa alle startup. Eppure, in tutta la penisola, queste piccole realtà innovative rappresentano un vero motore per l’economia italiana. In tutte le regioni d’Italia, infatti, le startup generano crescita, fatturato e posti di lavoro.
Ma di cosa si occupano le startup italiane? Anche se quando si parla di startup si pensa quasi sempre ad aziende nel settore dell’IT, ossia della tecnologia, molte di queste realtà imprenditoriali italiane si occupano anche di altro. In un ipotetico viaggio attraverso le startup italiane, si potrebbe notare come la maggiore percentuale di aziende si trova soprattutto al Centro-Nord. E tuttavia anche al Sud e sulle Isole si sono avute un gran numero di idee, portate avanti e sviluppate fino a raggiungere livelli molto interessanti di fatturato e posti di lavoro.

Tra le realtà che maggiormente spiccano sul panorama italiano delle startup vi è Ennova: si tratta di un’azienda molto particolare non solo per il tipo di servizio che produce (assistenza agli utenti di dispositivi fissi e mobili in difficoltà), ma anche per essere riuscita a creare la maggiore occupazione negli ultimi anni. Ennova si occupa di fare assistenza telefonica per la risoluzione di problemi informatici ma può anche accedere direttamente nei sistemi dei computer o dei dispositivi mobili dei clienti per valutare il problema e trovare la soluzione più rapida. Per questo, i dipendenti di questa startup sono soprattutto informatici, in grado di realizzare e migliorare il software che permette ai tecnici di riparare e risolvere i diversi problemi tecnologici dei clienti. Il personale di questa azienda conta oltre trenta ingegneri e più di 350 tecnici per i centri di assistenza in tre città: Roma, Cagliari e Milano.

Un particolare esempio di come la tecnologia possa migliorare la vita nel quotidiano è data dalla startup milanese Corilia che si occupa di recapitare alimenti freschi come frutta e verdura presso le case di chi fa l’ordine. Se a prima vista questa azienda può sembrare più un normale servizio di consegna a domicilio, in realtà esso si basa su un particolare software che permette di organizzare le consegne in base ai flussi di traffico, cosa che assicura sempre la massima precisione nelle consegne, ogni giorno e a ogni ora. Al momento l’azienda opera solo in alcune province, ossia a Milano, Como, Varese e Monza, ma è in fase di ampliamento. In cinque anni di attività, infatti, ha saputo raggiungere e servire oltre 50mila persone, con consegne annuali che hanno superato un fatturato di due milioni di euro.

E per proporre idee e raccogliere fondi, i progettisti si incontrano spesso in ambienti dedicati, come la manifestazione itinerante Nastartup fondata dal designer napoletano Antonio Prigiobbo. Si tratta di un appuntamento mensile durante il quale gli imprenditori incontrano gli investitori per parlare di progetti e sperare di suscitare il giusto interesse necessario alla raccolta fondi. Un modo sicuramente alternativo di lavorare, ma risultato da subito molto valido.

Facebook Comments