Apple Park, uno sguardo al nuovo Campus voluto da Steve Jobs

Apple Park, si tratta dell’ultimo progetto immaginato e convalidato da Steve Jobs nel 2011, pochi mesi prima della sua morte: 5 miliardi di dollari di […]
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Apple Park, si tratta dell’ultimo progetto immaginato e convalidato da Steve Jobs nel 2011, pochi mesi prima della sua morte: 5 miliardi di dollari di opere, una superficie di 700.000 metri quadrati di terreno, un edificio a forma di grande anello con una circonferenza lunga circa 1 chilometro e mezzo in grado di ospitare 12.000 dipendenti e che – grazie alla vasta copertura fotovoltaica di 17 megawatt, ai muri traspiranti e al sistema di ventilazione naturale – promette anche di essere completamente autosufficiente nell’energia.

Apple Park, oltre agli uffici, comprende un centro per i visitatori con un Apple Store e un caffè da 4.000 posti, un centro di fitness e yoga di 100.000 mq per i dipendenti, 2 chilometri di sentieri per passeggiare, un frutteto, uno stagno e ampi prati fioriti.

Nulla è lasciato al caso e grande attenzione ai dettagli secondo lo stile Apple.

L’Astronave è completamente isolata e nascosta al traffico grazie ad alberi posizionati in posizione strategica.

La scelta del nome Apple Park è di facile intuizione. E’ quanto viene naturale pensare trovandosi in mezzo ai 9.000 alberi da frutta.

“Il paesaggio californiano ha sempre ispirato e affascinato Steve – ricorda Laurene Powell Jobs, moglie di Steve – la sua creatività avrebbe avuto enormi stimoli in un luogo come questo e siamo sicuri sarà così anche per i dipendenti che lavoreranno a Apple Park, che avranno un luogo ideale per creare, collaborare, lavorare insieme”.

Ma è stato soprattutto  il giorno dell’inaugurazione dello Steve Jobs Theater, il nuovo auditorium per i keynote e le presentazioni di Apple. Un gioiellino costato, secondo voci, 14 milioni di dollari.

Situato sul punto più alto del Campus, esattamente nel luogo voluto dal suo fondatore e con una vista mozzafiato sui prati circostanti, il Theatre è un cilindro alto 6 metri e con un diametro di 50 con pareti di vetro e tetto in fibra di carbonio.

In superficie ospita l’area di attesa per giornalisti e addetti della Mela, al piano interrato un anfiteatro da oltre 1.000 posti, con poltrone in pelle dotate di punto di ricarica e un palco per le presentazioni che nasconde, con una parete girevole, lo spazio per le dimostrazioni.

Tutto è eclettico e allo stesso tempo minimale. Una lunghissima scala circolare conduce dalla lobby al teatro, con un ascensore che nello scendere ruota su se stesso per permettere ai visitatori di entrare e uscire dalla stessa porta anche andando in diverse direzioni.

Apple Park si popolerà gradualmente di dipendenti. La presentazione dell’iPhone X è stato il primo step di un trasferimento che riguarderà nel tempo oltre 12.000 addetti.

Non si tratta di concentrare o ottimizzare la produttività degli ambienti di lavoro, ma di creare una riconoscibilità, un’icona, un luogo simbolico per questa azienda globale – hanno ribadito i vertici della Mela – recuperando in pieno lo stile visionario di Jobs che voleva che i suoi dipendenti avessero il miglior luogo di lavoro del mondo.  

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