Salvamare, Corona e Ogyre trasformano la plastica in costumi da bagno

I rifiuti di plastica dei mari liguri diventano una collezione beachwear grazie a Salvamare. Intervista a Antonio Augeri.
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In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani Corona – marchio di eccellenza AB InBev – lancia il progetto Salvamare, sviluppato in sinergia con Ogyre, startup B Corp che crede nella salvaguardia dei mari. Prima piattaforma globale che punta a ripulire i mari dai rifiuti grazie all’aiuto dei pescatori insieme a persone e aziende, Ogyre dà a tutti la possibilità di contribuire per la tutela del mare. Il supporto va di conseguenza in modo diretto a uno o più pescatori, finanziando progetti di sostenibilità oppure acquistando prodotti in plastica rigenerata.

«Il progetto Salvamare con Corona – commenta Antonio Augeri, co-fondatore e CEO di Ogyre – ci ha dato la possibilità di far partire tutta la parte di raccolta rifiuti a Santa Margherita. Ci siamo dati un target di raccolta di 1500 kg. L’obiettivo è creare awareness sul tema della raccolta della plastica».

Salvamare, dai rifiuti alla collezione beachwear

Ma in cosa consiste esattamente il progetto Salvamare? Ogyre è una piattaforma che supporta i pescatori aiutandoli a riportare a riva i rifiuti di plastica recuperati. In seguito, paga i rifiuti come se fossero pesce, per trasformandoli – infine – in una collezione beachwear. 

Ogni articolo della capsule collection Salvamare, dai costumi da bagno alle bag in tela in edizione limitata, richiede circa 2 kg di plastica recuperata dal mare per essere realizzato. Ogni acquisto supporta i pescatori, divenendo quindi un aiuto concreto nella rimozione della plastica dalle nostre acque. In questo modo, Corona conferma il suo spirito green e la sua net zero plastic footprint con un’iniziativa che crea prodotti esclusivi, plastic positive.

«È un modello – continua Augeri – che dà la possibilità alle persone e alle aziende di agire, contribuendo a supportare direttamente i pescatori. Le persone possono inoltre finanziare direttamente o acquistare direttamente i prodotti fatti di plastica raccolti dal mare. Il nostro obiettivo va però oltre la raccolta. Nel lungo periodo, è importante che le persone cambino il modo di agire ogni giorno con piccoli gesti che possono avere un grosso impatto nel futuro».