Banditi in Europa gli integratori a base di aloe: ecco perché

La decisione della Commissione europea con un regolamento in vigore dall'8 aprile
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Banditi in Europa gli integratori a base di aloe: ecco perché

Banditi dall’Europa gli integratori a base di aloe. La decisione è della Commissione europea con un regolamento entrato in vigore l’8 aprile scorso. Uno stop che riguarda i derivati dell’idrossiantracene, naturalmente presenti proprio nell’aloe. I produttori però non ci stanno e firmano una petizione.

A marzo del 2020 la Commissione europea aveva presentato una proposta per vietare l’aloe per presunti problemi di sicurezza. Si trattava di un regolamento che limitava l’utilizzo negli integratori alimentari di alcune sostanze, derivati idrossiantracenici (HAD), ottenuti dall’aloe e da altre piante. Ora, dall’8 aprile 2021, è vietata la vendita di prodotti che contengono aloe-emodina, l’emodina, il dantrone e le preparazioni di aloe contenenti derivati dell’idrossiantracene.

Ma perché questo stop? La Commissione Ue spiega che l’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha riscontrato che “i derivati dell’idrossiantracene aloe-emodina ed emodina e la sostanza strutturalmente analoga dantrone si sono dimostrati genotossici in vitro. Anche gli estratti di aloe si sono dimostrati genotossici in vitro, molto probabilmente a causa della presenza di derivati dell’idrossiantracene. L’aloe-emodina si è inoltre dimostrata genotossica in vivo. L’estratto totale di aloe e l’analogo strutturale dantrone si sono rivelati cancerogeni”.

Nel frattempo la Ehpm (European Federation of Associations of Health Product Manufacturers), la Federazione che riunisce le associazioni europee dei produttori di integratori alimentari, non ci sta e parla di “evidenti carenze scientifiche” ritenendo necessario dare ulteriore tempo ai produttori per confermare piuttosto la sicurezza dell’aloe.

A questo proposito è stata lanciata la campagna #WeFightForNaturalHealth con cui si chiede “di avere più tempo per valutare i problemi di sicurezza” e che i produttori abbiano la possibilità di dimostrare che i loro prodotti sono sicuri.

A peggiorare il quadro, secondo l’Ehpm, è il fatto che se il Parlamento europeo dovesse approvare la proposta della Commissione europea sull’aloe, andrebbero perduti migliaia di posti di lavoro nell’Unione, e tante altre persone perderanno il lavoro negli stabilimenti di produzione di tutto il mondo.