Sprechi alimentari, come riconoscerli e combatterli

Una tappa fondamentale della tutela dell'ambiente è senza dubbio la lotta contro gli sprechi alimentari. Un problema rilevante che bisogna saper combattere.
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Sprechi alimentari, come riconoscerli e combatterli

Una tappa fondamentale della tutela dell’ambiente è senza dubbio la lotta contro gli sprechi alimentari. Un problema rilevante che bisogna saper combattere.

Sprechi alimentari, un problema comune, un danno internazionale

Non è un caso che siano state recentemente istituite due giornate dedicate al tema.
Il 5 Febbraio 2014, la campagna Spreco Zero di Last Minute Market con l’Università di Bologna ha istituito la Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare.
Allo stesso modo, il 29 Settembre è stata scelta dalle Nazioni Unite, congiuntamente con la FAO, come “International day of Awareness for food losses and waste”.
Risalta, quindi, l’impegno e la consapevolezza a livello nazionale ed internazionale sul tema.

Sprechi alimentari, quali sono le cause?

La cause dello spreco di cibo non sono riconducibili ad un’unica matrice. Molte derivano dalle abitudini giornaliere dei consumatori, ma anche dai vari processi di produzione.
Il primo livello di spreco si incontra nell’agricoltura, per questioni di surplus produttivo, clima e conservazione delle derrate alimentari.
Veniamo poi alle questioni legate alla distribuzione dei prodotti. I processi di imballaggio e di previsione delle scorte, spesso, impattano notevolmente sullo spreco di cibo.
Infine, come anticipato, il consumatore. Il 29% degli italiani, ad esempio, ammette di comprare alimenti in quantità maggiore rispetto a quella necessaria, costringendosi allo spreco del cibo.
Il 46%, poi, dimentica di consumare gli alimenti prossimi alla data di scadenza.
Sarà capitata a tutti la “tragedia” dello yogurt o del latte scaduto e dimenticato nei meandri del proprio frigorifero.

Come combattere il fenomeno?

Recentemente, anche grazie agli sforzi internazionali, la campagna di sensibilizzazione sul tema ha dato i suoi frutti.
Le iniziative sono molteplici. Si va dall’applicazione “Too Good To Go”, un’iniziativa per mettere in contatto consumatori e negozi, al fine di ridurre lo spreco di cibo, fino al “Pasto Buono”, il progetto che si occupa di raccogliere gli sprechi di cibo dai ristoranti, per distribuirli a chi ne ha più bisogno.
La verità è che, nel nostro piccolo, si potrebbe già fare molto. La famosa frase “Think globally, act locally” non è priva di fondamento.
Alle volte, è sufficiente gestire il cibo in maniera consapevole, evitando di comprarne troppo e controllando le scadenze.