Covid-19, guanti e mascherine ai bordi delle strade: l’allarme di Legambiente

L'organizzazione ambientalista ha ricevuto diverse segnalazioni in questi giorni e teme per la Fase 2. Per questo lancia un appello di responsabilizzazione di tutti i cittadini
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Guanti e mascherine usate per proteggersi dal contagio da Covid-19 abbandonate ai bordi delle strade. È l’allarme lanciato dagli operatori di Legambiente che hanno ricevuto diverse segnalazioni in questi giorni in cui ci sono rigide regole per evitare di diffondere il virus.

Così, per uscire di casa e fare la spesa, i cittadini sono costretti a indossare dispositivi di sicurezza, spesso “usa e getta“. Come viene smaltito poi, però, questo materiale?

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“In previsione di una fase 2 con la riapertura di piccole e medie aziende, di alcuni uffici, facciamo appello al senso civico e alla responsabilità dei cittadini” – ha chiesto Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania.

Guanti e mascherine: ecco come smaltirli correttamente dopo averli usati

L’obiettivo, come spiega la Imparato, è “far partire una campagna di informazione e sensibilizzazione seguendo le indicazione dell‘Istituto Superiore di Sanità (Iss) dove viene specificato come smaltire i presidi anti infezione quali mascherine e guanti”.

Dove gettare, dunque, questi oggetti quando abbiamo finito di utilizzarli? Nella raccolta indifferenziata. Non è sufficiente, però. È neecessario seguire alcune semplici indicazioni. Si devono “avvolgere questi rifiuti in due o tre sacchetti, per essere sicuri che niente fuoriesca, e chiuderli bene. Per chiudere il sacchetto è bene usare dei guanti monouso, che poi andranno in un altro sacchetto che andrà sempre nella raccolta indifferenziata” – ha aggiunto.

Abbandonare questo tipo di dispositivi in strada è molto dannoso per l’ambiente. Si tratta, infatti, di materiali molto resistenti “che potrebbero durare nell’ambiente decine di anni come accade per le buste di plastica più spesse o i flaconi di liquidi più resistenti”.

Ecco perché è fondamentale responsabilizzare e informare i cittadini. “Soprattutto per evitare di ritrovarci in autunno, quando riprenderemo le nostre campagne ambientali, a dover liberare piazze, strade e giardini da tanti guanti e mascherine oltre ai soliti rifiuti in plastica” – ha concluso la Imparato.

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