Fridays for Future: torna l’onda verde e manifesta in oltre 160 piazze italiane

Fridays for Future torna a manifestare in tutta Italia. Ben 160 piazze tricolori si sono popolate di giovani studenti ispirati dal movimento ambientalista di Greta Thunberg. Da Milano a Napoli, si è svolto il terzo sciopero globale del clima, dopo quelli del 15 marzo e del 24 maggio.

Parliamo di oltre un milione di partecipanti ai cortei, secondo quanto riportato da Gianfranco Mascia di Fridays For Future. “Sono duecentomila a Roma, la piazza più partecipata, seguita da Milano con 150mila. A Napoli sono circa 80mila, 50mila a Firenze, 20mila a Torino e Bologna e 10mila a Palermo e Bari” – ha confermato.

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Non sono mancati momenti di tensione. Come a Palermo, dove un gruppo di giovani, completamente vestiti di nero, ha tentato di spezzare in due il serpentone all’altezza dell’ex palazzo del Msi, generando panico. Moltissime persone hanno rischiato di essere schiacciati sul cantiere della metropolitana.

Fridays for Future: si chiude con lo sciopero di oggi la #WeekForFuture

Quella di oggi è una manifestazione che chiude la #WeekForFuture, la settimana dedicata alla lotta per il clima indetta da Fridays For Future in tutto il globo. Come vi avevamo raccontato, l’iniziativa è partita lo scorso 20 settembre, coinvolgendo circa 130 paesi nel mondo e 4 milioni di persone complessivamente.

La maggior parte degli Stati hanno scioperato proprio il 20: negli Stati Uniti, in Germania (1,6 milioni di manifestanti secondo FFF) e in Australia. Mentre gli italiani hanno deciso di scendere in piazza oggi, insieme ad altri 26 paesi: Nuova Zelanda, Thailandia, Myanmar, Mali, Eswatini, Gambia, Sudan, Arabia Saudita, Yemen, Ungheria, Slovenia, Grecia, Olanda, Belgio, Svizzera, Svezia, Spagna, Portogallo, Canada, Isole Vergini (Usa), Argentina, Venezuela, Aruba, Ecuador, Guam, Honduras. A Montreal in Canada sarà presente anche Greta Thunberg.

In Italia, il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti ha inviato una circolare ai presidi chiedendo loro di giustificare le assenze degli studenti che avrebbero partecipano allo sciopero per il clima.