Benessere Equo e Sostenibile: ecco il primo rapporto di Roma Capitale

Roma è stata la prima città ad aver elaborato, insieme a Istat, un lavoro strutturato a livello territoriale che comprende 75 indicatori BES in riferimento a 12 domini. La Capitale è stata messa a paragone con altri contesti territoriali. Ecco i dettagli del rapporto Benessere Equo e Sostenibile
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Benessere Equo e Sostenibile: ecco il primo rapporto di Roma Capitale

Il primo report sul Benessere Equo e Sostenibile (BES) di Roma Capitale è stato presentato in Campidoglio lo scorso 29 maggio. Roma è stata la prima città ad aver elaborato, insieme a Istat, un lavoro strutturato a livello territoriale che comprende 75 indicatori BES in riferimento a 12 domini. La Capitale è stata messa a paragone con altri contesti territoriali, tenendo conto in alcuni casi del dato regionale e nazionale, in altri con grandi comuni italiani.

Il rapporto BES può essere considerato un importante strumento in mano all’Amministrazione che potrà sfruttarne i dati per capire come indirizzare al meglio le politiche pubbliche, destinando risorse necessarie per sanare le situazioni di svantaggio relative agli ambiti di benessere e osservare poi i risultati ottenuti grazie alle azioni intraprese. Dei 75 indicatori totali, il reddito medio dichiarato del nucleo familiare è stato calcolato a livello municipale e 5 indicatori sono stati declinati anche per genere.

Benessere Equo e Sostenibile: ecco i dettagli del report

Gli ambiti in cui l’andamento di Roma Capitale manifesta condizioni complessivamente migliori rispetto alla regione e alla media nazionale sono:

Istruzione e formazione: con valori migliori dei tassi di istruzione superiore, di dispersione scolastica, di attività di formazione continua e di giovani Neet.

Lavoro e conciliazione dei tempi di vita: con valori migliori per indicatori fondamentali come il tasso di occupazione, il tasso di mancata partecipazione, il lavoro delle donne con figli, il tasso di infortuni e inabilità permanente anche se parallelamente si evidenziano maggiori criticità legate alla precarietà lavorativa, all’insicurezza dell’occupazione, al part time involontario.

Innovazione, ricerca e creatività: con valori migliori per la quota di lavoratori con alta specializzazione impiegati in professioni Scientifico-Tecnologiche (lavoratori della conoscenza) o in imprese creative.

Benessere economico: con un reddito complessivo Irpef medio-alto, un rischio di povertà, grave deprivazione e vulnerabilità lavorativa inferiori alla media nazionale.

Relazioni sociali: con una maggiore soddisfazione per le relazioni familiari e amicali.

Politica e istituzioni: per la più bassa età media dei consiglieri comunali e la maggiore partecipazione femminile negli organismi politici locali.

Sicurezza: per gli indicatori di criminalità predatoria inferiori a molti altri grandi comuni.

Benessere soggettivo: nella percezione di soddisfazione per la gestione del tempo libero e nel giudizio sulle prospettive future.

Quelli invece in cui la situazione di Roma Capitale è più articolata rispetto alla regione, alla media nazionale e agli altri grandi comuni sono:

Salute: con valori migliori della mortalità dei giovani in incidenti stradali e della mortalità per malattie senili, cui si affiancano risultati peggiori per la speranza di vita o la mortalità per tumore.

Patrimonio culturale: con valori migliori per l’attrattività dei musei e delle aree archeologiche, affiancata da una spesa pro-capite inferiore rispetto alla media dei grandi comuni.

Ambiente: con valori migliori per la disponibilità di aree verdi e aree protette e per il minore inquinamento acustico, affiancati da indicatori più critici riguardo la dispersione della rete idrica, la raccolta differenziata dei rifiuti, la qualità dell’aria per biossido di azoto e la modernizzazione del parco macchine circolante.

Qualità dei servizi della mobilità: con valori superiori alla media nazionale per i posti km offerti e la domanda di trasporto pubblico, che genera nel complesso una maggiore soddisfazione del servizio di trasporto rispetto alla media nazionale, cui si affianca rispetto agli altri grandi comuni una densità minore di corsie preferenziali, di autobus meno inquinanti e di parcheggi ed un più alto tasso di incidentalità stradale e di mortalità dei pedoni.

Qualità dei servizi: con valori migliori per il grado di utilizzo dei servizi comunali per l’infanzia, per la presenza di impianti fotovoltaici, accompagnati da maggiori criticità per la frequenza di colonnine di ricarica per auto elettriche, per la densità di piste ciclabili e delle aree pedonali.

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