Ictus, i segnali da non sottovalutare (anche dieci anni prima)

Esistono alcuni sintomi che permettono di riconoscere in anticipo se siamo esposti al rischio di incorrere in un ictus cerebrale. Fondazione Umberto Veronesi, in particolare, individua alcuni campanelli d’allarme che devono metterci in allerta. Si tratta di: debolezza o insensibilità di una metà del visto o del corpo accompagnata da formicolii, di incapacità di esprimersi o comprendere gli altri.

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E ancora, annebbiamento della vista (anche di un solo occhio), sensazione di vertigine, cadute o grave mal di testa. Questi sono i segnali nell’immediato, ma secondo una recente ricerca i segni dell’ictus possono manifestarsi anche dieci anni prima. Lo studio, pubblicato sul ‘Journal of Neurology Neurosurgery & Psychiatry’, arriva dall’Erasmus MC University di Rotterdam e punta l’attenzione su alcuni cambiamenti nel tempo.

Oltre 14mila persone sono state monitorate per ventotto anni, con una serie di test fisici e psicologici oltre a colloqui costanti. Nel periodo preso in esame, le 1.662 persone che hanno subito un ictus hanno iniziato a mostrare piccoli segni di cambiamento nei test. Cambiamenti registrati fino a dieci anni prima dell’evento.

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Per esempio, svolgere i compiti quotidiani è diventato via via più difficile negli anni immediatamente precedenti l’ictus. E le donne con il gene associato all’Alzheimer sono risultate essere le più esposte al rischio di ictus cerebrale. Da qui, l’invito del team di studiosi è quello di badare a ogni minimo cambiamento perché anche cogliere un piccolo segnale è fare prevenzione.

Articolo di Paola M. Farina

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