Draghi al Senato parla di ambiente e cita Papa Francesco

Il governo Draghi potrebbe segnare una svolta nelle politiche ambientali e ambientalistiche italiane: è quanto si augura il mondo green (Greenpeace, proprio nei giorni scorsi, ha lanciato un forte monito sul Recovery Plan) ma anche la società civile, che ha ormai messo in correlazione le sciagure climatiche, la pandemia e le politiche dei governi sull’ambiente.

Nel suo discorso al Senato, a tratti commovente, sicuramente intenso, Draghi ha ringraziato il predecessore Conte, ha citato Cavour e Papa Francesco, ma ha posto anche l’attenzione sui temi ambientali: un segnale incoraggiante e che deve essere il primo di una serie di passi importanti.

Ecco il brano del discorso di Mario Draghi sull’ambiente:

“Come ha detto Papa Francesco, “Le tragedie naturali sono la risposta della terra al nostro maltrattamento. E io penso che se chiedessi al Signore che cosa pensa, non credo mi direbbe che è una cosa buona: siamo stati noi a rovinare l’opera del Signore”. Proteggere il futuro dell’ambiente, conciliandolo con il progresso e il benessere sociale, richiede un approccio nuovo: digitalizzazione, agricoltura, salute, energia, aerospazio, cloud computing, scuole ed educazione, protezione dei territori , biodiversità, riscaldamento globale ed effetto serra, sono diverse facce di una sfida poliedrica che vede al centro l’ecosistema in cui si svilupperanno tutte le azioni umane. Anche nel nostro Paese alcuni modelli di crescita dovranno cambiare. Ad esempio il modello di turismo, un’attività che prima della pandemia rappresentava il 14 per cento del totale delle nostre attività economiche. Imprese e lavoratori in quel settore vanno aiutati ad uscire dal disastro creato dalla pandemia. Ma senza scordare che il nostro turismo avrà un futuro se non dimentichiamo che esso vive della nostra capacità di preservare, cioè almeno non sciupare, città d’arte, luoghi e tradizioni che successive generazioni attraverso molti secoli hanno saputo preservare e ci hanno tramandato. Uscire dalla pandemia non sarà come riaccendere la luce. Questa osservazione, che gli scienziati non smettono di ripeterci, ha una conseguenza importante”

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