Dalle materie prime al packaging: le sfide della cosmetica

“Cosmetica Italia ha sempre avuto nella mission il supporto allo sviluppo sostenibile dei suoi associati e già da quasi 10 anni ha introdotto attività formative su tutte le tematiche ma anche di supporto one to one in azienda per valorizzare ciò che era già presente e avviarlo più velocemente nel suo cammino verso la sostenibilità”. Così Matteo Locatelli, Vice President and Sustainability advisor di Cosmetica Italia, nel suo intervento al convegno ‘Packaging Innovation. A step forward towards a sector Observatory’ a Ecomondo digital. 

Cosmetica Italia conta 600 aziende associate, 12 mld di fatturato, 36mila addetti e un 54% di occupazione femminile. Guardando a tutta la filiera del comparto, dal packaging al retail, si arriva a 400mila addetti e 33 mld di fatturato.  

Locatelli ha proposto un’analisi che guarda alle criticità e alle opportunità in termini di sviluppo sostenibile del comparto. “Il cosmetico – spiega – non è solo funzionalità ma anche emozione, olfatto, un momento e si scontra un po’ con l’ego-sostenibilità del consumatore che sì vuole essere sostenibile ma non vuole rinunciare a nulla. Infatti, l’inizio di questo cammino è stato l’attenzione alle formulazioni più naturali e oggi il prosieguo è la gestione del packaging”, sempre più attento all’eco-progettazione. 

Parlando di Lca emerge la mancanza di “dati su materie prime e packaging per permettere reali confronti tra prima e dopo”; mentre per quanto riguarda il green claim “stiamo stimolando il legislatore a trovare una metodologia che sia semplice e oggettiva”. 

Sul tema della circolarità “l’industria cosmetica, a parte le grandi multinazionali, vive di Pmi, quindi i processi di circolarità, che ad oggi sono più tarati sulle grandi aziende, sono poco scalabili nelle piccole. Anche qui abbiamo aperto un tavolo di discussione, ad esempio, sulla gestione delle acque di scarico”. Per quanto riguarda l’uso di materie prime seconde, come gli scarti alimentari, “i primi tentativi si sono dovuti scontrare con la problematica dei grandi volumi degli scarti verso un’azienda cosmetica che ne utilizza in piccole quantità”. 

Infine, in tema di nuovi materiali, c’è un'”attenta valutazione sulle bioplastiche”. Quanto al consumo, “la fase d’uso e il fine vita sono spesso più impattanti di tutto il processo produttivo. La grande sfida sarà coinvolgere il più possibile il consumatore verso un uso maggiormente responsabile”.