Chi inquina di più, paga di più, giustamente. Ma paga di più anche chi ricicla, abbattendo di fatto le emissioni sull’intero ciclo. Un paradosso collegato al sistema degli Ets (European Union Emissions Trading System) che riguarda ad esempio un’industria sicuramente energivora, come quella della carta, e non risparmia chi mette in campo soluzioni e innovazioni di riciclo. 

“Noi ricicliamo – spiega all’AdnKronos Tommaso De Luca, Corporate Communication Manager di Lucart – e quindi abbiamo emissioni in più rispetto a chi usa materia vergine, ma allo stesso tempo evitiamo delle emissioni perché, facendo un’analisi Lca, quindi sull’intero ciclo di vita del prodotto, abbiamo dimostrato che i prodotti riciclati emettono meno di quelli vergini, quindi ci chiediamo: perché dobbiamo essere scoraggiati a riciclare? Dovremmo essere incoraggiati a farlo, dal punto di vista della CO2, e forse una revisione della normativa dell’Emission Trading che preveda che chi ricicla possa almeno in parte avere dei vantaggi sulla CO2 potrebbe essere positiva”.  

Un percorso di questo genere potrebbe essere innescato se entrasse in vigore la normativa di tassazione al confine. In questo caso “in Italia, Paese praticamente privo di materiali vergini, questi vengono importati ed è su quelli che si andrebbe così a pagare una CO2 più alta rispetto a chi invece ricicla principalmente materiali sul territorio. Ma è una soluzione indiretta, sarebbe meglio se la soluzione, invece, fosse scollegata da questo ragionamento”. 

Il Sistema europeo di scambio di quote di emissione di gas a effetto serra (European Union Emissions Trading System – EU ETS) è il principale strumento adottato dall’Unione europea per raggiungere gli obiettivi di riduzione della CO2 nei principali settori industriali e nel comparto dell’aviazione. Il sistema è stato introdotto e disciplinato nella legislazione europea dalla Direttiva 2003/87/CE (Direttiva ETS).