L’Italia della Green Economy tra eccellenze e ritardi

L’Italia della green economy presenta punte di eccellenza ma inizia anche ad accumulare qualche ritardo. Bene, per esempio, in economia circolare ma sulle rinnovabili ‘zoppica’; cresce il mercato della mobilità elettrica ma le emissioni tornano a salire dopo il calo del 2020. A scattare l’istantanea dell’economia verde nel nostro Paese è l’annuale Relazione sullo stato della Green Economy presentata in occasione degli Stati Generali della Green Economy che si aprono oggi a Rimini, nella cornice di Ecomondo, organizzati dal Consiglio Nazionale della Green Economy, composto da 68 organizzazioni di imprese, in collaborazione con il ministero della Transizione Ecologica e la Commissione europea e con il supporto tecnico della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. 

Prima per produttività delle risorse, seconda per tasso di utilizzo circolare
 

Nel 2020 l’Italia si classifica prima fra i cinque principali Paesi europei per produttività delle risorse (misurata in euro di Pil per kg di risorse consumate), con 3,7 €/kg, davanti a Francia Germania, Spagna e Polonia. Nel 2019 il nostro Paese ha riciclato 14 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, pari al 51% dei rifiuti prodotti, seconda in Europa dopo la Germania. Per il tasso di utilizzo circolare dei materiali, che misura il grado di impiego dei materiali riciclati all’interno dell’economia in relazione all’uso complessivo di materie prime, l’Italia si colloca al secondo posto dopo la Francia.  

Rinnovabili: solo 800MW di nuovi impianti elettriche nel 2020
 

Nel 2020 in Italia il consumo da fonti rinnovabili è stato di 21,5 Mtep, 0,4 Mtep in meno del 2019; le rinnovabili termiche si sono fermate a 10,1 Mtep, meno del 2008; le rinnovabili nei trasporti sono state 1,3 Mtep, lo stesso valore del 2019 e più basso di quello del 2012. Nel 2020 le rinnovabili elettriche sono cresciute solo di 1 TWh (+1%) e sono stati installati solo 800 MW di nuovi impianti. Per raggiungere il target europeo, sottolinea la relazione, si dovrebbero installare almeno 6.000 MW annui per i prossimi 10 anni. Nel 2020 i consumi primari di energia in Italia si sarebbero ridotti del 9,2% rispetto all’anno precedente: un calo in linea con quello del Pil (-8,9%), a conferma che la contrazione dei consumi di energia è stata causata dalla crisi generata dalla pandemia. 

Auto: cambia il mercato, più ibride ed elettriche
 

Nel 2020 in Italia la vendita di nuove auto è calata del 28% rispetto al 2019, anche se la riduzione sembra rientrare nel 2021. Costante la discesa delle vendite delle auto diesel (dal 53% del 2017 al 33% del 2020) e a benzina (dal 44% del totale immatricolato del 2019 al 38% dell’ultimo anno). Si avvantaggiano le alimentazioni alternative (Gpl/metano, ibrido, elettrico sia full electric che plug-in) che nel 2020 rappresentano quasi il 30% del nuovo immatricolato. Il traino all’ascesa delle alimentazioni alternative è dato dalla penetrazione delle alimentazioni ibride, che segnano il sorpasso sulle alimentazioni Gpl-metano. Le auto elettriche sono triplicate in un anno, dalle 17mila unità del 2019 alle 60mila circa del 2020, dallo 0,9% al 4,3% del mercato. L’Italia però è ancora molto lontana dal target di 6 milioni di auto elettriche al 2030. 

I dati ambientali: su le emissioni e il consumo di suolo, habitat e biodiversità a rischio
 

Le emissioni di gas serra sono diminuite di circa il 9,8% nel 2020, a causa della pandemia, ma nel 2021 sono tornate a crescere, si stima del 6%, non rispettando così il senso del Green Deal che vuole una ripresa senza aumento di emissioni. Se l’Italia recepisse il nuovo target europeo di riduzione del 55% al 2030, si sottolinea nella relazione, dovrebbe tagliare le proprie emissioni entro i prossimi 10 anni del 26,2, riducendole del 2,6% all’anno nei prossimi 10 anni. Nel 2020 gli eventi estremi connessi ai cambiamenti climatici in Italia sono stati quasi 1.300, nel 2011 non raggiungevano i 400.  

Il consumo di suolo continua a trasformare il territorio nazionale con velocità elevate. Nel 2020, le nuove coperture artificiali hanno riguardato altri 56,7 kmq in media, oltre 15 ettari al giorno, due metri quadrati di suolo ogni secondo.