Biolubrificanti, un mercato da 2 mld di dollari destinato a crescere

Il mercato globale dei biolubrificanti ha superato, nel 2016, i 2 miliardi di dollari ed è prevista una crescita significativa: fino ai 3,98 miliardi di dollari entro la fine del 2025. Lo rileva il primo dossier sui biolubrificanti realizzato dall’Osservatorio sui Biolubrificanti per la Decarbonizzazione dell’Economia, nato su idea di NextChem (Gruppo Maire Tecnimont) e promosso in collaborazione con Fondazione Ecosistemi, presentato al Forum Compraverde Buygreen. Dossier secondo il quale i biolubrificanti, prodotti di completa o parziale origine naturale non tossici per l’ambiente e le specie viventi e facilmente biodegradabili, con i loro vantaggi ambientali e sociali, presentano caratteristiche di resistenza ormai comparabili a quelle dei prodotti petroliferi, che saranno gradualmente sostituiti 

Rispetto ai lubrificanti convenzionali, i biolubrificanti presentano indubbi vantaggi ambientali sul versante del cambiamento climatico, della riduzione dell’ozono e acidificazione delle piogge. La linea vegetale arreca benefici relativi a biodegradabilità, rinnovabilità, riduzione dei consumi energetici, altissima tollerabilità igienico-sanitaria, riduzione del rischio incendio. Da alcune ricerche fatte, è emerso che l’utilizzo dei biolubrificanti garantisca un miglioramento delle condizioni di salute, un livello più alto di pulizia dei locali e delle superfici e una migliore qualità dell’aria.  

In Europa i biolubrificanti rappresentano circa il 5% del totale dei lubrificanti e sono utilizzati in applicazioni industriali (industria tessile, conciaria, cartaria, metallurgica, metalmeccanica, estrattiva e di escavazione, agroalimentare, farmaceutica e in agricoltura) come alternativa ecocompatibile ai lubrificanti derivati dal petrolio, senza richiedere particolari modifiche di processo o di impianto. 

Questo mercato, in Italia e in Europa, può essere fortemente promosso dai Criteri Ambientali Minimi, la cui adozione è obbligatoria secondo l’Articolo 34 del Codice dei Contratti Pubblici, relativi ad acquisto, leasing, locazione e noleggio di veicoli adibiti al trasporto su strada e all’acquisto di grassi ed oli lubrificanti connessi, che incentivano l’uso dei biolubrificanti nel mercato pubblico. Il Green Deal europeo, con i suoi obiettivi per la decarbonizzazione e l’economia circolare, il Piano di Ripresa e Resilienza, il piano europeo “Fit for 55” per la transizione energetica indicano la necessità di un impegno profondo da parte delle imprese e delle istituzioni per ridurre le emissioni di gas serra. Occorre cambiare processi produttivi e prodotti, con soluzioni eco-innovative rivolte non solo ai consumatori ma anche alle industrie manifatturiere, agricole e dei trasporti. 

All’Osservatorio sui Biolubrificanti partecipano: Assitol (Associazione Italiana dell’Industria Olearia), Bellini Spa, Brembo Spa, Cnr-Scitec, Domus Chemicals Spa, Paolo Bondioli (Oil Technology and Oleochemistry – Expert), Fincantieri, Fondazione Ecosistemi, NextChem Spa, Renoils, Sogis Spa, Terna Spa, Università di Salerno. 

L’Osservatorio sui Biolubrificanti nasce allo scopo di raccogliere dati e informazioni, di carattere tecnico e di mercato, identificare best practice e sondare gli aspetti legati ai benefici ambientali legati all’impiego dei biolubrificanti in sostituzione degli analoghi prodotti di fonte fossile per promuoverne l’impiego nei diversi settori applicativi.