Guo, ‘Huawei sotto attacco ma vogliamo contribuire a crescita con 5G’

“Huawei è in una situazione difficile, la continua aggressione del governo degli Stati Uniti ci ha messo sotto una pressione significativa e al momento l’obiettivo è la sopravvivenza” ma il gruppo punta “ad aprire un nuovo capitolo insieme ai nostri partner” in un momento in cui “i governi e le imprese passano alla digitalizzazione e abbracciano l’intelligenza artificiale”. Lo ha sottolineato il presidente di turno del colosso Ict cinese Guo Ping aprendo la conferenza ‘Huawei Connect 2020’.  

Guo ha ribadito la possibilità “di creare nuovo valore grazie alla sinergia delle tecnologie” e ha ricordato come “l’economia digitale sarà un motore significativo della crescita, di tutti i settori” non solo di quello tecnologico. “In Cina nel 2019 l’economia digitale ha rappresentato circa un terzo del pil ma ben due terzi della crescita” nazionale. 

Fondamentale, in questo sviluppo, la tecnologia 5G “che assiema all’Internet of Things sarà al centro della connettività”: peraltro, ha aggiunto Guo, “la convergenza fra connettività e il computing crea nuovo valore per tutta la società”. “Negli ultimi anni – ha rivendicato il manager cinese – in Huawei abbiamo costruito un solido portafoglio di tecnologie Ict”: con queste ora “vogliamo aiutare governi a raggiungere loro obietivi strategici di rilancio dell’industria nazionale”.  

Ribadendo la disponibilità del gruppo alla cooperazione, Guo ha sottolineato che “quello con i nostri partner è un impegno a lungo termine: Huawei crede nella crescita assieme ai suoi fornitori, nonostante l’attacco alle catene di approvvigionamento” portato dai bandi Usa in un “2020 che è stato un anno di grandi incertezze per tutti”. “In futuro vogliamo aiutare questa catena a svilupparsi e questo aiuterà noi stessi” ha concluso il manager. 

All’appuntamento di Huawei Connect 2020, che si svolge fino al 26 presso lo Shanghai Expo Center ed è trasmesso in diretta streaming, sono iscritti a parlare numerosi speaker internazionali, fra cui l’italiana Stefania Giannini, già ministro dell’Istruzione nel governo Renzi e oggi vice direttore generale per l’Educazione presso l’Unesco.